30 Settembre 2017 Leggi di più →

Violenza sui medici, parla la dottoressa aggredita a Catania: siamo tutti vittime. Gli Ordini devono opporsi (da DoctorNews33 del 30 settembre 2017)

«Le istituzioni non hanno semplicemente lasciato sola me, mettendomi in pericolo e poi umiliandomi quando la mia aggressione è stata derubricata a infortunio sul lavoro. Il sistema rischia di travolgere la nostra intera professione. Siamo tutti vittime: a questo gli Ordini devono opporsi». Così la dottoressa aggredita a Trecastagni mentre svolgeva il suo turno di guardia medica si è rivolta ai 106 presidenti degli Ordini dei Medici, riuniti nel Consiglio della loro Federazione nazionale (Fnomceo) e ai 106 presidenti delle Commissioni Albo Odontoiatri, insieme in assemblea plenaria nella sua Sicilia, a Giardini Naxos (Messina). La dottoressa ha ringraziato i colleghi per la solidarietà espressa «la più sincera che ci possa essere, perché siete consapevoli che tutti sareste potuti essere al mio posto» e ha attaccato le istituzioni «alle quali solo una cosa posso dire: io sono stata violentata anche da voi».

«Quella della sicurezza è solo la punta dell’iceberg» ha spiegato. «Noi medici abbiamo perso la dignità. La nostra professione si è snaturata, è diventata una cosa che non è più essere medico, è soffocata dall’affanno di evitare le denunce, di seguire pedissequamente i protocolli. Sfugge un concetto fondamentale: noi dobbiamo curare le persone». «Ho intrapreso questa strada per passione» ha raccontato. «Anche la scelta di fare la guardia medica non è stata un ripiego, è stata una decisione consapevole proprio perché volevo essere in prima linea, vicina alle persone che soffrono». «Gli Ordini devono essere la casa, ma anche la famiglia di noi medici» ha concluso. «E come in una famiglia i genitori non devono essere troppo permissivi con i figli, così è un errore assumere un atteggiamento paternalistico verso quei colleghi che sbagliano».

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Pubblicato in: News
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