VALUTAZIONE DELLA DIRETTIVA 2005/36/CE AI FINI DELLA PROPOSTA DI UNA NUOVA DIRETTIVA – LA NUOVA PROPOSTA DI DIRETTIVA SUL RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI

12 giugno 2013 – Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto oggi un accordo sulla modernizzazione della direttiva sulle qualifiche professionali.
Il Commissario Michel Barnier si compiace dell’accordo trilogo sulla modernizzazione della direttiva sulle qualifiche professionali.
Le novità introdotte: carta professionale europea, ecc.
Leggi MEMO/13/552 tradotto in italiano.

EUROPEAN PARLIAMENT 2009 – 2014
Plenary sitting
13.2.2013       A7-0038/2013
REPORT proposal for a directive of the European Parliament and of the Council amending Directive 2005/36/EC on the recognition of professional qualifications and Regulation on administrative cooperation through the Internal Market Information System
(COM(2011)0883 – C7-0512/2011 – 2011/0435(COD))
Committee on the Internal Market and Consumer Protection
Rapporteur: Bernadette Vergnaud

versione francese


Sintesi dei risultati del voto del Comitato IMCO del PE del 23 gennaio 2013 sugli emendamenti della Direttiva 2005/36/CE

Il 23 gennaio 2013 il Comitato “Mercato Interno e Protezione dei Consumatori” (IMCO) del Parlamento Europeo ha votato il Rapporto Vergnaud relativo alla modernizzazione della Direttiva 36/2005/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali.
Gli europarlamentari hanno dato un messaggio chiaro sulle loro aspettative in merito alla modernizzazione della Direttiva.
In generale, il Comitato IMCO ha dato poco sostegno ad un’armonizzazione “verso” l’alto delle qualifiche professionali nell’UE.
La Relatrice, Ms. Vergnaud, MEP (S&D) ha dichiarato che “il voto riflette la volontà del Parlamento Europeo di migliorare gli strumenti della Direttiva 2005, per proporne dei nuovi, nonché per migliorare e garantire la mobilità dei professionisti europei”.
A seguito di questo voto, è interessante sottolineare i seguenti punti:

  • Gli europarlamentari concordavano sull’introduzione di una Tessera Professionale Europea (TPE) che mirasse a facilitare le procedure amministrative per i professionisti che lavorano in un altro paese. La Tessera sarà sotto forma di certificato elettronico rilasciato dal paese di provenienza. Essa farà riferimento all’IMI, il sistema elettronico di informazione per il mercato interno che sarà rivisto a tale scopo.
  • Per quanto concerne il Meccanismo di Allerta, nella eventualità della revoca del diritto di esercitare la professione in uno Stato membro, tutti gli altri Stati Membri saranno informati di questa revoca attraverso il meccanismo di allerta (IMI). Sempre secondo il Rapporto, tutti gli Stati membri dovrebbero essere informati di ogni condanna o decisione disciplinare riguardante un professionista nel giro di 48 ore. Gli europarlamentari hanno anche aggiunto delle garanzie relative alla presunzione di innocenza.
  • L’accesso parziale, mira a facilitare il riconoscimento delle professioni non riconosciute in diversi paesi. Sarà ancora impossibile nell’ambito delle 7 professioni che godono del riconoscimento automatico e per le professioni che non sono pienamente qualificate nel paese di origine. Un’unica autorità avrà la competenza di decidere sul rifiuto dell’accesso parziale e di definire le ragioni di interesse generale che giustificano tali rifiuti.
  • In merito ai test linguistici, l’IMCO ha confermato che solo le autorità competenti dei paesi ospitanti debbano avere il diritto di valutare le conoscenze linguistiche dei professionisti della salute dopo il riconoscimento delle loro qualifiche, ma prima dell’autorizzazione all’esercizio della professione.
  • In merito la formazione professionale continua, il Comitato IMCO propone di incoraggiare gli Stati Membri ad introdurre disposizioni sull’obbligo della formazione continua di alcuni professionisti della salute (medici, infermieri, dentisti, ostetriche). Gli europarlamentari hanno anche proposto di far valutare la formazione continua da un Ente di Valutazione (European Quality Assurance Register).
  • Gli europarlamentari hanno anche adottato degli emendamenti molto positivi sui Quadri Formativi Comuni (Common Training Frameworks). Il Rapporto stabilisce che questo ponte verso il riconoscimento automatico venga esteso anche alle specialità delle professioni automaticamente riconosciute. Inoltre, il testo del Parlamento, specifica che i Quadri Formativi Comuni debbano essere redatti con la collaborazione delle organizzazioni professionali.
  • Per quanto riguarda il passaggio da 10 a 12 anni di istruzione generale obbligatoria prima di accedere alle Scuole Infermieristiche, proposto dalla Commissione UE, la maggioranza degli europarlamentari ha preferito raggiungere un compromesso, accettare i 12 anni e allo stesso tempo anche i 10 anni di istruzione generale, a condizione che le competenze specifiche comuni ad entrambi le categorie siano elencate e regolarmente aggiornate.
  • Inoltre, gli europarlamentari hanno deciso che la Direttiva debba comprendere anche i tirocini, come una parte integrante dell’esperienza professionale. Il Parlamento Europeo si è espresso a favore dell’inclusione di tirocini non retribuiti, nonostante quanto proposto dalla Commissione UE, visto che i tirocini non retribuiti potrebbero essere parte integrante della formazione che consente di accedere ad una professione regolamentata.

Tratto da: Telegramma CEPLIS, The European Council of the Liberal Professions, 15 febbraio 2013 – n. 3/13

(traduzione in italiano a cura di IPASVI)


25 luglio 2012

AGGIORNAMENTO SUI LAVORI DELLA PROPOSTA DI REVISIONE DELLA DIRETTIVA 2005/36 RELATIVA AL RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI

La proposta di revisione della Direttiva formulata dalla Commissione il 19 dicembre 2011 è all’esame del Consiglio dei Ministri (Consiglio Competitività) e del Parlamento europeo (Commissione del Mercato Interno e della Protezione dei Consumatori – IMCO)

CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

Il 30 maggio 2012, il Consiglio “Competitività” ha tenuto il suo primo dibattito ed è risultato chiaro il suo sostegno alla proposta così come proposto dalla Commissione. Tuttavia, delle importati riserve sono state sottolineate dai Ministri su alcune delle principali modalità di applicazione della modernizzazione in questione.
La Presidenza danese ha scelto di centrare la discussione intorno a due questioni: l’introduzione di una coarta professionale europea e l’esercizio della mutua valutazione degli Stati membri con lo scopo di ridurre il numero di professioni regolamentate in certi paesi. Questi due punti sono stati sottolineati da Ole Sohn, Ministro danese per l’industria e lo sviluppo, come due mezzi per migliorare la mobilità transfrontaliera per il lavoro.

CARTA PROFESSIONALE

Come è noto, la Commissione propone di creare una Carta professionale europea (CPE) che funzionerebbe sulla base di “allerta” lanciata dal sistema d’informazione del mercato interno (IMI). Ciò permetterà di migliorare il riconoscimento automatico e di semplificare il processo di riconoscimento nell’ambito del sistema generale. La CPE prenderebbe la forma di un certificato elettronico rilasciato a domanda del professionista dallo Stato membro di origine, su presentazione dei documenti comprovanti le qualifiche della persona e il diritto di esercitare; la maggior parte della procedura sarebbe dunque a carico di questo Stato di emissione, che sarebbe più implicato di quanto lo sia ora nel quadro della procedura esistente per il riconoscimento delle qualifiche che individua gran parte del processo per l’ottenimento delle prove nello Stato di accoglienza, ivi compresi i costi di traduzione.
Tuttavia, un certo numero di Stati (ivi compresi i Paesi Bassi, la Croazia, la Finlandia e il Lussemburgo) sono inqueti sui costi risultanti dalla messa in opera di un sistema parallelo senza la sicurezza sul risultato di una migliore mobilità. La Lituania è anche andata più lontano chiedendo uno studio per individuare i costi e i vantaggi della carta.
In ciò che concerne le professioni interessate alla carta, parecchi Stati sottolineano dei problemi (in particolare per quanto riguarda i mezzi messi in opera per assicurare l’autenticità della qualifica) che scaturirebbero dal rilascio della carta a una persona che si reca in un Paese dove la professione in questione non sarebbe regolamentata, così come il pericolo della possibilità di costi supplementari. Il Commissario al Mercato Interno, Michel Barnier, li ha rassicurati che la CPE porterà a una roduzione dei costi stimata tra i 100 € e i 1.000 € in rapporto al sistema attuale.

TRASPARENZA

Il secondo punto del dibattito è consistito nella mutua valutazione di numerose professioni regolamentate nella UE e ha messo in evidenza una carenza di chiarezza sulla portata di questo esercizio di trasparenza teso a ridurre gli ostacoli alla mobilità. Anche qui nessuna obiezione al principio che avrebbe l’obiettivo di fornire una “istantanea” delle professioni regolamentate per Paese per aiutare a identificare i miglioramenti possibili.
Le opinioni divergono sulle modalità pratiche.
Per il Regno Unito, per esempio, questa valutazione dovrebbe essere fatta prima possibile piuttosto che attendere, come suggerito dalla Commissione, per permettere al Consiglio e al Parlamento di lavorare a un accordo politico.
Altri Stati che sono già in via di ridurre il numero delle professioni regolamentate, come la Spagna, l’Italia, il Portogallo e la Polonia, hanno suggerito che dei gruppi pilota dovrebbero essere messi in opera al fine di guadagnare del tempo.
Certi Stati membri, tuttavia, come il Belgio, la Francia e la Finlandia, hanno fatto appello a un approccio più prudente con lo scopo di mantenere, in conformità con il principio di sussidiarietà, il loro diritto ad imporre dei criteri più stretti in termini di qualifiche minime per certe professioni (sarebbero quelli della sicurezza e della sanità).
Altri ancora, come la Germania, l’Austria e la Polonia, hanno contestato la proposta della Commissione tesa ad accrescere da 10 a 12 anni la durata della formazione per entrare nella scuola per infermieri al fine di promuovere una più grande equivalenza a livello europeo.
La Francia e il Lussemburgo hanno ugualmente suggerito che i notai non dovrebbero essere coperti dalla nuova Direttiva tenuto conto della missione di servizio pubblico che essi svolgono.

Il comunicato stampa

Documento di orientamento al dibattito
(21 maggio 2012)

PARLAMENTO EUROPEO

La Commissione del Mercato Interno e della Protezione dei Consumatori del Parlamento (IMCO) ha un suo “TIMETABLE” che prevede la presentazione di un rapporto nel luglio 2012, il termine del 15 ottobre 2012 per la presentazione degli emendamenti al testo e la votazione finale il 28 novembre 2012. Nell’ambito di questo programma di lavoro  ha tenuto uno scambio di vista con varie Associazioni a febbraio e una audizione con gli “stakeholders” il 25 aprile 2012. Il programma e le presentazioni dell’incontro possono essere consultate cliccando:

25_04_2012-Public hearing on Growth & Mobility:
Modernising the professional qualifications Directive

Il 16 luglio 2012, il relatore per la proposta di direttiva M.me Bernadette Vergnaud, ha pubblicato il rapporto previsto intitolato PROGETTO DI RAPPORTO disponibile in versione lingua francese:

2011/0435(COD)

16.7.2012

***

PROJET DE RAPPORT
sur la proposition de directive du Parlement européen et du Conseil modifiant la directive 2005/36/CE relative à la reconnaissance des qualifications professionnelles et le règlement concernant la coopération administrative par l’intermédiaire du système d’information du marché intérieur

(COM(2011)0883 – C7-0512/2011 – 2011/0435(COD))

Commission du marché intérieur et de la protection des consommateurs

Per la predisposizione del “Progetto di rapporto” la Commssione IMCO ha tenuto anche presente il parere espresso sulla proposta di direttiva da parte della Commissione “Occupazione e Affari Sociali” del Parlamento che si è espressa, con documento del 1 giugno 2012, su alcuni aspetti proponendo degli emendamenti alla proposta di direttiva. Il documento è proposto in lingua francese e in lingua inglese.

2011/0435(COD)

1.6.2012

PROJET D’AVIS

de la commission de l’emploi et des affaires sociales à l’intention de la commission du marché intérieur et de la protection des consommateurs sur la proposition de directive du Parlement européen et du Conseil modifiant la directive 2005/36/CE relative à la reconnaissance des qualifications professionnelles et le règlement concernant la coopération administrative par l’intermédiaire du système d’information du marché intérieur

(COM(2011)0883 – C7-0512/2011 – 2011/0435(COD))
Rapporteure pour avis: Licia Ronzulli 

2011/0435(COD)
1.6.2012

DRAFT OPINION

of the Committee on Employment and Social Affairs for the Committee on the Internal Market and Consumer Protection on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council amending Directive 2005/36/EC on the recognition of professional qualifications and Regulation on administrative cooperation through the Internal Market Information System (IMI)

(COM(2011)0883 – C7-0512/2011 – 2011/0435(COD))
Rapporteur: Licia Ronzulli

ASSOCIAZIONI E GRUPPI

Nel frattempo, proseguono gli incontri dei Network Europei delle Autorità Competenti delle varie professioni sanitarie. Quella che raggruppa le Autorità della Professione Medica (l’Italia è rappresentata dal Ministero della Salute), “European Network of Medical Competent Authorities (ENMCA), insediatasi il 7 maggio 2010, ha già effettuato 7 incontri ed è impegnata ad esaminare la proposta di direttiva ed esprimere pareri consultivi.

Può essere utile riportare le relazioni sulle esperienze delle Autorità Competenti sulla Direttiva 2005/36 fornite sulla base di una serie di quesiti posti dalla Commissione nell’autunno del 2010:

Tutte le Autorità Competenti (pdf 23.6 MB)

Il Ministero della Salute italiano

Uno degli incontri più importanti è stato il sesto, svoltosi a Roma il 23 gennaio 2012 a Roma, a seguito del quale è stato redatto un documento di risposta alla proposta di direttiva della Commissione che l’Ordine dei Medici di Latina, unico in Italia, ha tradotto e ha il piacere di offrire ai propri lettori nella versione in lingua italiana:

Network Europeo delle Autorità Competenti Mediche
Roma – 23 gennaio 2012

Presa di posizione sulla proposta di modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.

versione inglese

La settima riunione dell’ENMCA si è svolta a Londra il 13 aprile. Un riassunto delle decisione prese è stato realizzato dalla HPCB (Healthcare Professional Crossing Border) nel suo Update di Maggio 2012 e si riporta di seguito in versione lingua inglese.

ENMCA Meeting London 13 april 2012

Anche l’organizzazione Healthcare Professional Crossing Borders (HPCB), che fa capo al General Medical Council, alla quale aderisce da anni anche l’Ordine dei Medici di Latina, ha organizzato un meeting a Bruxelles, presso i locali del Parlamento Europeo, il 7 marzo 2012 al quale ha partecipato l’Ordine dei Medici di Latina nella persona del suo Presidente Giovanni Maria Righetti, unica organizzazione italiana effettivamente presente (lista degli iscritti)

L’evento è stato patrocinato dalle eurodeputate Emma McClarkin (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, Regno unito) e da Antonia Parvanova (Gruppo Allenza dei democratici e dei liberali per l’Europa, Bulgaria), che hanno permesso ai rappresentanti di numerose organizzazioni provenienti dal settore della sanità di mettere in comune i loro punti di vista sugli aspetti più importanti del testo.
L’obiettivo principale del dibattito è stato quello di valutare gli articoli della proposta legislativa in questione in rapporto al loro impatto sulla sicurezza dei pazienti.
Per quanto concerne le carte professionali europee, i partecipanti hanno espresso delle preoccupazioni riguardanti l’autorizzazione tacita e i ritardi troppo estesi.
Numerosi sono stati quelli che hanno espresso dei dubbi sull’utilità delle carte nel quadro di una semplificazione della procedura di riconoscimento.
I partecipanti hanno anche affrontato la questione delle esigenze linguistiche stimando che la legislazione avrebbe potuto essere più chiara e più cogente.
Numerosi sono stati gli interventi a favore di una rafforzamento del ruolo delle autorità competenti in questo contesto.
Un sostegno unanime è stato ottenuto a favore di un meccanismo di allerta IMI (Sistema di Informazione del Mercato Interno).
Tuttavia, alcuni partecipanti hanno chiesto dei chiarimenti circa la distinzione tra la sua utilizzazione per il riconoscimento automatico e per il sistema generale.
Per quanto rigurda la formazione dei professionisti della salute, sono stati espressi numerosi punti di vista.
Tutti gli interventi hanno sottolineato la necessità di misurare l’efficacia dell’educazione e della formazione sulla base dei risultati e delle competenze acquisite piuttosto che sulla durata.

Infine, ma non per ultimo, il “Consiglio Europeo delle professioni liberali” (CEPLIS), di cui l’Ordine dei Medici di Latina è membro corrispondente, a seguito delle decisioni assunte nel corso della Assemblea Generale tenutasi a Malta lo scorso 21 maggio, ha presentato, unitamente ad altre organizzazioni europee, il 15 giugno 2012 agli europarlamentari referenti dei vari gruppi politici presenti nella Commissione IMCO, una lettera con la quale sono proposti vari emendamenti alla proposta di direttiva.

EMENDAMENTI PROPOSTI DAL CEPLIS
15 GIUGNO 2012

aprile 2012

Italia – Il Dipartimento delle Politiche europee ha deciso di lanciare una consultazione pubblica sulla proposta di revisione della Direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali adottata dalla Commissione Europea, che si propone di facilitare la mobilità tra i cittadini dell’UE a fini professionali. Tale proposta è il risultato di una consultazione pubblica avviata due anni fa e conclusasi nel giugno 2011 con la pubblicazione di un Libro verde che raccoglie opinioni e suggerimenti sulla modernizzazione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali, che figura tra le dodici leve per la crescita previste dall’Atto per il mercato unico (IP/11/469). Le prime riunioni del Consiglio UE per discutere la proposta di modifica della direttiva si sono tenute il 25 gennaio, il 12 e 28 marzo 2012 e il 19 aprile. A maggio la proposta dovrebbe essere discussa dal Consiglio competitività dell’Unione Europea: l’obiettivo è di ottenere il consenso politico sulla proposta entro il 2012. La proposta intende semplificare le regole per la mobilità dei professionisti all’interno dell’UE. Tra gli aspetti innovativi:

– la tessera professionale europea, che facilita il riconoscimento delle qualifiche professionali, favorendo nel contempo la mobilità temporanea;
– l’accesso parziale, che permette di esercitare la propria attività in uno Stato membro diverso dal proprio, ma solo nel settore corrispondente a quello per cui si è qualificati nel paese di origine;
– i requisiti minimi di formazione per medici, dentisti, farmacisti, infermiere, ostetriche, veterinari e architetti, sono aggiornati per tenere conto dell’evoluzione di tali professioni e dei relativi percorsi formativi.

Gli Stati membri, inoltre, dovranno rivedere tutte le professioni regolamentate, eliminando le professioni che non sono più regolamentate sul loro territorio e valutando se la regolamentazione vigente per ogni determinata professione possa essere “giustificata”. Il campo di applicazione viene esteso anche ai notai. Per quanto riguarda i riconoscimenti in base al sistema generale, i livelli di qualifica previsti dall’attuale articolo 11 diventeranno punti di riferimento per la sola comparazione delle qualifiche, non per valutare se accogliere o meno una domanda di riconoscimento. Viene abolito il requisito dell’esperienza professionale di due anni (richiesto attualmente ai prestatori di servizi degli Stati membri in cui la professione in questione non è regolamentata), nel caso in cui il prestatore di servizi accompagni il destinatario del servizio. Infine, la Commissione europea ha introdotto il quadro di formazione comune, un nuovo regime di riconoscimento automatico con cui si intende un insieme comune di conoscenze, capacità e competenze necessarie per l’esercizio di una determinata professione. In tal modo sarà possibile ottenere una maggiore automaticità nel riconoscimento delle qualifiche attualmente coperte dal sistema generale.

Per partecipare alla consultazione pubblica, scrivere all’indirizzo: nuovadirettivaqualifiche@politicheeuropee.it. I contributi saranno pubblicati sul sito del Dipartimento, previa autorizzazione degli autori.

MEMO/11/923 Brussels, 19 December 2011
Modernisation of the Professional Qualifications Directive  frequently asked questions

COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 19.12.2011 COM(2011) 883 definitivo 2011/0435 (COD) Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento […] relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI)

La Commissione europea ha adottato una proposta per modernizzare e revisionare la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (2005/36/CE). Tale direttiva, che si rivolge ai ventisette paesi dell’Unione europea più Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, ha avuto l’onere di spiegare cosa s’intende per titolo professionale riconoscibile e di descrivere la procedura di riconoscimento.La proposta nasce dall’esigenza di rendere più semplici le regole per la mobilità dei professionisti all’interno dell’Ue, in conseguenza della diminuzione della popolazione in età lavorativa e della possibile futura carenza di personale qualificato adatto a coprire i nuovi posti di lavoro che si verranno a formare nei prossimi anni. Una delle risposte a questa carenza potrebbe essere la possibilità che una buona parte di professionisti di un paese si trasferiscano in quelli che ne hanno più bisogno. Occorre quindi rendere più semplice e immediato il momento del riconoscimento professionale. La Direttiva europea offre tutte le informazioni necessarie per consentire agli operatori di avviare una nuova attività o trovare un posto di lavoro in un altro Stato membro che richiede una qualifica specifica per esercitare una determinata attività professionale. Le proposte di modifica dovrebbero interessare non solo la mobilità definitiva, ma anche quella temporanea. Gli elementi chiave della proposta sono: l’introduzione di una tessera professionale europea e un certificato elettronico in grado di descrivere le qualifiche di cui si è in possesso; una maggiore trasparenza e garanzia delle informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche professionali, mediante la creazione di sportelli unici e procedure online; l’aggiornamento e l’armonizzazione dei requisiti minimi di formazione per medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari e architetti. Altre informazioni possono essere consultate nel memorandum scritto dalla Commissione Ue il 19 dicembre 2011 (MEMO/11/923)

7 novembre 2011

CONFERENZA PUBBLICA SULLA MODERNIZZAZIONE DELLA DIRETTIVA SULLE QUALIFICHE PROFESSIONALI 

The modernisation of the Professional Qualifications Directive is one of the priorities for the EU under the Single Market Act. The Commission is committed to delivering a legislative proposal before the end of this year in order to meet the Act’s ambitious objectives. To this end, an extensive evaluation of the Directive over the last year and a half culminated in a Green Paper which set out ideas for enhancing the mobility of professionals in the Single Market. There has been large interest from stakeholders; we have received around 400 responses to the Green Paper. The Conference will be an opportunity to take stock of the various positions in advance of the Commission’s proposal in December.

Updated Draft agenda 

28 october 2011

Revised Final Report – Study evaluating the Professional Qualifications Directive against recent educational reforms in EU Member States DG Internal Market and Services

Final report

Executive Summary

17 OTTOBRE 2011

Commissione del mercato interno del Parlamento europeo

Il riconoscimento transfrontaliero delle competenze professionali dovrebbe essere più rapido e più sicuro secondo la commissione del mercato interno del Parlamento europeo.

Le competenze dei medici, degli ingegneri, dei dentisti e degli altri professionisti che fanno domanda per lavorare in un altro Stato membro della UE devono essere riconosciute più rapidamente, senza tuttavia compromettere la fallibilità o il carattere sicuro dei servizi che si forniscono ai cittadini, ha dichiarato la commissione del mercato interno lo scorso 17 ottobre in occasione di un voto sui suoi lavori legati alle proposte tendenti a rivedere le regole della UE sulla mobilità transfrontaliera dei professionisti. La modernizzazione del sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali è indispensabile per stimolare la crescita economica, rendere il mercato del lavoro più flessibile e rispondere alle deficienze demografiche nell’ambito della UE, secondo il rapporto “messa in opera della direttiva riguardante il riconoscimento delle qualifiche professionali” approvato dalla commissione del mercato interno con 32 voti favorevoli e 1 astensione. La carta professionale legata a un sistema di scambio elettronico Una carta professionale legata a un sistema di scambio elettronico connesso alle autorità pubbliche europee, conosciuto sotto il nome di sistema di informazione del mercato interno (IMI) potrebbe rappresentare “uno strumento utile per incoraggiare la mobilità di certe categorie professionali” secondo i deputati che ritengono che il sistema attuale impegna le autorità competenti e gli utilizzatori a una “eccessiva burocrazia e tempo”. Tuttavia, “se una carta deve essere introdotta, questa dovrà rispettare certe condizioni specifiche riguardanti la sicurezza e la protezione dei dati”, aggiungono i componenti della commissione insistendo perché essa sia abbinata a misure di salvaguardia necessarie per proteggerla da abusi e frodi”. Rafforzare la sicurezza per i pazienti Un “sistema d’allerta proattivo” dovrebbe essere messo in opera nell’ambito del sistema IMI al fine di assicurare che gli Stati membri siano avvertiti quando delle misure regolamentari sono prese nei confronti della registrazione di un professionista o il suo diritto a fornire dei servizi secondo il rapporto. I deputati affrontano ugualmente il chiarimento delle regole attuali della direttiva in termini di esigenze linguistiche, e chiedono alla Commissione e agli Stati membri di rivedere il regime delle esigenze linguistiche e dei professionisti della salute offrendo alle autorità competenti la flessibilità necessaria per individuare e se necessario, testare le competenze tecniche e conversazionali dei professionisti nel quadro della procedura di riconoscimento.

Per il comunicato stampa clicca

Per la registrazione audio (italiano) – video della riunione clicca

Sulle proposte di risoluzione sull’attuazione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (2005/36/CE) presentate dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo clicca

ULTIMI PROGETTI DI RELAZIONE 

Emma McClarkin
23 settembre 2011
EMENDAMENTI 1 – 145
Progetto di relazione – Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori clicca

Emma McClarkin
27 luglio 2011
PROGETTO DI RELAZIONE sull’attuazione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (2005/36/CE) Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori clicca

Emma McClarkin
29 giugno 2011
DOCUMENTO DI LAVORO sull’attuazione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali 2005/36/CE Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori clicca 

CONSULTAZIONE
MODERNIZZARE LA DIRETTIVA SULLE QUALIFICHE
PROFESSIONALI

Periodo di consultazione : dal 22 giugno al 20 settembre 2011

La consultazione si basa sui quesiti posti dal libro verde “Modernizzare la direttiva sulle qualifiche professionali”.

The reform of the system of recognition of professional qualifications as a means to facilitate mobility is one of the priority actions proposed by the Commission in the Single Market Act. With the view to preparing this reform, the Commission wishes to consult stakeholders on

  • new approaches to mobility
  • ways to build on achievements
  • and on the modernisation of the automatic recognition

5 luglio 2011

EVALUATION OF THE PROFESSIONAL QUALIFICATIONS DIRECTIVE (Directive 2005/36/EC)

22 giugno 2011

LIBRO VERDE
MODERNIZZARE LA DIRETTIVA SULLE QUALIFICHE PROFESSIONALI

Il 22 giugno 2011 la Commissione Europea ha pubblicato il Libro Verde riguardante la Revisione della Direttiva sulle Qualifiche Professionali (2005/36) “Modernizzare la direttiva sulle qualifiche professionali”.
Questo Libro Verde costituisce la seconda tappa del processo di revisione della Direttiva in questione, la prima essendo stata la Consultazione pubblica alla quale quasi duecento autorità competenti e organizzazioni professionali hanno risposto nel mese di marzo di quest’anno.
Il documento riveste carattere di consultazione e chiunque può fornire il proprio parere.
Contributi sono particolarmente graditi da parte dei cittadini, delle organizzazioni professionali, dei governi e delle autorità competenti nazionali.
Il periodo di consultazione va dal 22 giugno 2011 al 20 settembre 2011.
Obiettivo della consultazione è quello di raccogliere il punto di vista degli “stakeholders” sulla modernizzazione della Direttiva qualifiche professionali (2005/36).
Questa direttiva, adottata nel 2005, fissa le regole per il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali tra gli Stati Membri.
Oltre a poche innovazioni, tale Direttiva ebbe il pregio principale di consolidare e semplificare le 15 precedenti Direttive, alcune delle quali risalivano a prima degli anni 60.
La riforma del sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali quale mezzo per facilitare la mobilità rappresenta una delle azione prioritarie proposte dalla Commissione nell’Atto per il Mercato Unico (Single Market Act).
In vista di preparare questa riforma, la Commissione desidera consultare i “gruppi di interesse” (“stakeholders”) sui:

• nuovi approcci alla mobilità
• percorsi per costruire la azioni
• e sulla modernizzazione del riconoscimento automatico

Confronto tra il documento di consultazione del gennaio 2011 e il libro verde (a cura del CEPLIS Telegramma n.12 del 1° luglio 2011

Vai alla pagina della Commissione Europea:
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2011/professional_qualifications_directive_en.htm

21 febbraio 2011

Audizione pubblica

Al fine di stimolare il pubblico dibattito sulla valutazione della Direttiva “Qualifiche Professionali” la Commissione Mercato Interno ha invitato le parti interessate a partecipare ad un meeting che si è tenuto a Bruxelles il 21 febbraio 2011.

Programma

Riassunto delle relazioni (francese)

Riassunto delle relazioni (inglese)

Presentazione delle relazioni

10 gennaio 2011

Una tessera professionale europea?

La direttiva del 2005 offriva alle associazioni o organizzazioni professionali alcuni strumenti, quali le tessere professionali e le piattaforme comuni (definite come serie di criteri condivisi utilizzabili per ridurre le differenze tra i requisiti di formazione), per facilitare la mobilità dei loro iscritti.
Tali strumenti non sono stati attuati e pertanto non hanno purtroppo potuto produrre l’efficacia sperata.
Pertanto la consultazione invita le persone e gli organismi interessati ad esprimere la loro opinione su una tessera professionale europea che potrebbe aiutare i professionisti che intendono stabilirsi all’estero a dimostrare le proprie competenze, garantirebbe una maggiore trasparenza per i consumatori e datori di lavori, e aumenterebbe la fiducia reciproca tra le autorità nazionali competenti in materia.
Il 10 gennaio 2011, un gruppo pilota composto da 30 esperti provenienti da svariate aree professionali (architetti, medici, ingegneri, avvocati, Guide alpine, levatrici, farmacisti, agenti immobiliari, operatori turistici, ecc.) nonché da 10 Stati membri (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia e Regno Unito), oltre a rappresentanti delle associazioni europee ha iniziato la riflessione sulla tessera professionale europea.
Il gruppo ha tenuto sei riunioni il cui verbale è riportato di seguito. Le discussioni in sottogruppi hanno prodotto “case studies” per differenti professioni. Il “case study” per la professione di medico è il seguente:

Case study for the profession of doctor

I “case studies” delle altre professioni possono essere consultati al seguente sito:

European Professional Card

Il resoconto della riunione del 13 settembre 2011

Il resoconto della riunione dell’8 luglio 2011

Il resoconto della riunione del 23 maggio 2011

Il resoconto della riunione del 5 aprile 2011

Il resoconto della riunione del 25 febbraio 2011

Il resoconto della riunione del 10 gennaio 2011

SINGLE MARKET FORUM Krakow, 3-4 October 2011

Dal 3 al 4 ottobre Cracovia ha ospitato il “Single Market Forum”, uno degli eventi più importanti della Presidenza Polacca, organizzato con il Parlamento europeo e la Comissione europea.
L’idea del SIMFO è quella di sviluppare il mercato unico attraverso l’aumento della consapevolezza delle imprese e dei cittadini dell’UE sui loro diritti e sulle opportunità disponibili.
La conferenza ha riunito più di 1000 cittadini, imprese, consumatori, rappresentanti degli Stati Membri (comprese le autorità regionali e locali), dei parlamenti nazionali e delle istituzioni europee, giornalisti.
La conferenza si è articolata in ue sessioni plenarie e otto workshop.
Si riportano le conclusioni del workshop dedicato alle carte professionali:

“In the framework of the different workshops held in the Single Market Forum, the participants have reached the following conclusions:

1. The added value of a European Professional Card

In the context of a modernisation of the currently existing EU rules on the recognition of professional qualifications the Commission is considering the potential of a European professional card for speeding up recognition procedures and further facilitating temporary mobility. The Single Market Forum supported the need for such a tool to be safe and flexible. It should operate in conjunction with IMI (Internal Market Information system). Data protection is an important aspect to be taken into account. The Single Market Forum welcomed a number of case studies recently published on the efficiencies that the card, in synergy with IMI, could bring to several particular professions, such as doctors, engineers, nurses, physiotherapists and others. A European professional card could help promote cross-border mobility in the EU, in particular by speeding up and simplifying recognition procedures, giving more certainty to professionals and enhancing trust among national authorities. The development of the technology for a European professional card should always be subject to the ultimate objective of facilitating free movement of citizens. It would be up to the European Institutions to clarify which authority can deliver such a card, which degree of harmonisation on the contents and conditions for such card is necessary and how to deal with a situation where a profession is not regulated in a home Member State. Several participants at the workshop suggested launching a pilot project involving IMI and several Member States.

7 gennaio 2011

Consultazione pubblica

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulla direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali volta alla semplificazione della direttiva stessa e all’introduzione di una tessera professionale europea.
La direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE) è un prezioso strumento che consente ai professionisti di sfruttare pienamente le potenzialità offerte dal Mercato unico, come ad esempio trovare lavoro o estendere le proprie attività in altri Stati membri.
La direttiva contempla oltre 800 professioni regolamentate negli Stati membri, esercitabili solo a condizione di avere conseguito determinate qualifiche professionali.
La consultazione intende offrire agli operatori l’opportunità di segnalare quali sezioni della direttiva dovrebbero essere semplificate ed aggiornate e si articola su tre sfide chiave:

1.Ulteriore semplificazione per i cittadini
2.Una tessera professionale europea?
3.Sensibilizzare alla legislazione UE in questo settore

I risultati della consultazione verranno pubblicati in un Libro verde che uscirà il prossimo autunno e aiuteranno la Commissione nella revisione della direttiva che verrà proposta nel 2012.

Il testo della consultazione in lingua italiana 

La consultazione è aperta fino al 15 marzo 2011 e si è conclusa con più di 370 contributi.
Un sommario dei contributi ricevuti è consultabile nel seguente documento:

SUMMARY 

I contributi autorizzati per la pubblicazione possono essere consultati nel seguente sito:

CLICCA QUI

I risultati di questa consultazione sono stati utilizzati per la preparazione del LIBRO VERDE pubblicato il 22 giugno 2011 (vedi sopra)

Per saperne di più
clicca qui sulla pagina della Commissione Europea Mercato Interno

23 ottobre 2010

Mercato Interno: La Commissione ha reso noto, con un comunicato stampa del 22 ottobre 2010, di avere pubblicato una serie di rapporti sul funzionamento della direttiva sulle qualifiche professionali.

La Commissione europea sta conducendo un’importante valutazione della Direttiva sulle Qualifiche Professionali (Direttiva 2005/36/CE).

Cos’è una valutazione?

Una valutazione è condotta dalla Commissione tutte le volte che una legislazione è introdotta a livello europeo e messa in opera a livello nazionale. Essa consiste nell’analizzare, in base ad elementi concreti, in quale misura una legislazione ha raggiunto i suoi obiettivi e se questi sono sempre pertinenti nei riguardi dei bisogni che nel frattempo possono essere cambiati.

Nell’ambito del processo di valutazione, la Direzione Generale del Mercato Interno e dei Servizi ha consultato in primo luogo le autorità competenti e i coordinatori nazionali della Direttiva, chiedendo loro di mettere in comune le loro esperienze.

La Commissione europea ha pubblicato l’intero primo rapporto sul funzionamento della direttiva sulle qualifiche professionali (2005/36/CE).

Questo rapporto, che proviene dalla direzione generale del mercato interno della commissione, definisce i problemi che si pongono, come la reticenza degli Stati membri a permettere la mobilità temporanea dei professionisti.

La Commissione pubblica in parallelo più di 170 rapporti sul riconoscimento delle qualifiche professionali redatti dalle autorità nazionali. Tra le principali conclusioni di questi rapporti, risulta che il riconoscimento automatico delle qualifiche costituisce generalmente un’acquisizione positiva per i professionisti e le autorità. Tuttavia, un certo numero di questioni merita di essere approfondito, come ad esempio le esigenze di formazione in generale e l’accresciuta messa in atto tra gli Stati membri del dispositivo di allerta proattivo sui falsi professionisti.

Per quanto riguarda i medici, il rapporto (Berlin statement, 13 September 2010) è stato presentato alla Commissione il 15 ottobre 2010 da parte delle tre autorità competenti che hanno coordinato i lavori (l’ Ordine Nazionale Francese, la Camera Nazionale della Germania, il General Medical Council  per il Regno Unito).

I lavori preparatori si sono svolti a Parigi il 7 maggio, a Londra il 2 luglio e a Berlino il 13 settembre. A tali lavori preparatori hanno partecipato ventotto autorità competenti nazionali dell’Area Economica Europea (EEA) ma non quella italiana rappresentata in Europa dal Ministero della Salute il quale ha comunque sottoscritto il documento in extremis.

Per accedere a tale documento clicca qui (lingua inglese)

Quali sono allo stato attuale i principali risultati?

Il rapporto della direzione generale del mercato interno della Commissione sulle difficoltà che si presentano oggi nella messa in opera della direttiva evidenzia dei ritardi che vanno fino a tre ani nella trasposizione della direttiva da parte degli Stati membri. In più, gli Stati membri sembrano reticenti quando si tratta di consentire a dei professionisti di fornire dei servizi a titolo temporaneo senza preventiva verifica del possesso delle qualifiche, come ne è testimonianza il ricorso frequente a un’eccezione autorizzata dalla direttiva per le professioni aventi delle implicazioni in materia di sanità e pubblica sicurezza. Altra innovazione della direttiva del 2005, l’idea delle piattaformi comuni – il cui scopo è di semplificare le procedure di riconoscimento quando sono richieste delle misure di compensazione – si è rivelata inconcludente poiché nessuna piattaforma è stata finora adottata. Infine, i vantaggi di un codice di condotta per le autorità competenti non sono stati pienamente esplorati. In conclusione, persiste il rischio che i cittadini continuino a incontrare delle difficoltà nel caso in cui vogliano farsi riconoscere le loro qualifiche professionali in un altro Stato membro.

I rapporti redatti dalle autorità nazionali descrivono il funzionamento della direttiva nella pratica e indicano dei miglioramenti da apportare. L’esperienza delle autorità nazionali solleva un certo numero di problematiche che meritano di essere approfondite come ad esempio:

– le esigenze di formazione: la direttiva prevede delle esigenze di formazione minima per certe professioni nel settore della salute (medici, dentisti, infermiere, ostetriche, farmacisti) e i veterinari, che risalgono talvolta a più di trenta anni. Un numero considerevole di autorità stima che queste esigenze dovrebbero essere riviste; quasi tutte le autorità competenti per le professioni in questione sono però soddisfatte del sistema di riconoscimento automatico delle qualifiche in questione;

– le conoscenze linguistiche dei professionisti della salute: i cittadini che beneficiano del riconoscimento delle loro qualifiche devono avere le conoscenze linguistiche necessarie per l’esercizio della loro professione nello Stato membro che li accoglie;

……….

– le candidature elettroniche: i rapporti evidenziano che, in generale, le procedure di riconoscimento non possono essere portate a termine nella loro completezza per via elettronica.

– la cooperazione amministrativa fondata sul sistema d’informazione sul mercato interno (IMI) offre delle interessanti prospettive. E’ necessario prevedere un dispositivo di allerta proattivo che garantisca uno scambio rapido d’informazioni tra le autorità nazionali nel caso di falsi professionisti (ad esempio per tutti i casi che non sono ancora coperti dalla direttiva “servizi”, vedi i professionisti della salute)

Quali saranno le prossime tappe?

La Commissione ha l’intenzione di lanciare una consultazione pubblica alla fine di quest’anno per ottenere il parere dei professionisti, dei lavoratori, dei consumatori e dei cittadini sul funzionamento della direttiva.

Un rapporto finale di valutazione sarà pubblicato nell’autunno 2011. Questo rapporto sarà seguito da un libro verde che presenterà le differenti possibilità di revisione della direttiva (prima del 2012).

Il ruolo della direttiva sulle qualifiche professionali

La direttiva sulle qualifiche professionali è indispensabile a che i professionisti approfittino pienamente delle possibilità offerte dal mercato unico in materia d’impiego o di espansione della loro attività in un altro Stato membro. Essa si estende a più di 800 professioni regolamentate dagli Stati membri, cioè di quelle il cui accesso è riservato ai professionisti titolari di qualifiche richieste. Certi professionisti della salute e gli architetti beneficiano del riconoscimento automatico delle loro qualifiche in ragione dell’armonizzazione delle loro condizioni di formazione rispettive in tutta la UE.

La direttiva permette un facile accesso a differenti attività nel settore artigianale, commerciale e industriale stabilendo che il riconoscimento dell’esercizio precedente dell’attività in questione costituisce una prova sufficiente delle conoscenze e delle attitudini richieste. Per le altre professioni, la direttiva prevede un sistema di mutuo riconoscimento dei titoli e dei diplomi caso per caso al fine di permettere alle persone qualificate di ottenere il riconoscimento dei loro titoli nello Stato membro che li accoglie dove esse si augurano di lavorare.

Per accedere a tutti i lavori della Commissione riguardanti la valutazione della Direttiva 2005/36/CE clicca qui (lingua inglese, francese, tedesca)

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