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Vaccini, il ministro Grillo: “Contraria allʼobbligo, ma sul morbillo rimanga” (da TGCOM24 dell’11 marzo 2019)

In un’intervista rilasciata a la Repubblica, il ministro della Salute ed esponente del M5s motiva così la sua posizione: “La prossima legge non sarà un atto di urgenza, come quello di Lorenzin, ma una normativa-quadro basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale”.

“Obbligo? Agire in base a condizioni epidemiologiche” – “Usare l’obbligo è un fatto politico, non scientifico – precisa -. Bisogna agire in base alle condizioni epidemiologiche: oggi ci potrebbe essere bisogno di introdurlo contro una malattia, domani contro un’altra”. E sul morbillo “c’è un’epidemia in atto. E quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Ma dobbiamo anche lavorare per convincere i cittadini a fare una cosa positiva per la loro salute, non imporre”.

Il Piano anti-morbillo – Il nuovo Piano anti-morbillo prevede l’obbligo di vaccinazione per concorsi come quelli per le forze dell’ordine. Per la Grillo sono “misure già in parte esistenti ma inserite in diverse norme. Vanno quindi messe a sistema. E’ imbarazzante che nel nostro Paese siano morti di morbillo degli adulti. Significa che il tema è stato trascurato per troppi anni”.

I motivi del no alla proroga – Nonostante le richieste di Salvini, il ministro non ha concesso la proroga per il decreto che obbliga le famiglie a documentare l’avvenuta vaccinazione dei figli: “La prima proroga l’ aveva fatta il precedente governo perché non aveva attivato l’anagrafe nazionale. Noi abbiamo prorogato ancora perché eravamo appena arrivati e restavano le stesse criticità burocratiche. Ora tutti hanno avuto il tempo per mettersi in pari”.

Serve prevenzione anche tra giovani adulti – La Grillo ricorda quindi che “è stata una misura emergenziale, nata dalla necessità di colmare un gap di coperture creatosi in diversi anni precedenti e da quella di rispondere all’epidemia di morbillo. I dati sono migliorati per i nuovi nati, ma il dl Lorenzin non può incidere sui giovani adulti vulnerabili, quelli fuori dall’età scolastica. Questa è la critica principale a quella legge: aver puntato tutto e solo sull’obbligo sperando che bastasse. Sulla consapevolezza più che l’obbligo in sé, ha funzionato il dibattito che si è scatenato in questi anni”.

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Pubblicato in: News, Vaccini
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