19 Dicembre 2007 Leggi di più →

Unita’ anti-errore solo in 28% strutture

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Ministero della Salute
RAPPORTO SULLA 1° RILEVAZIONE NAZIONALE RELATIVA AGLI “ASPETTI ASSICURATIVI IN AMBITO DI GESTIONE AZIENDALE DEL RISCHIO CLINICO”
Settembre 2006


Il dato emerge da un’indagine condotta dal ministero della Salute.
Solo il 28% delle strutture sanitarie in Italia ha attivato un’Unità di gestione del rischio clinico, per ridurre al minimo le probabilità di errori in corsia.
Poche e concentrate soprattutto al Nord, ma comunque in aumento rispetto al 2003, quando le unità anti-errore si trovavano solo nel 17% delle strutture.
Il dato emerge da un’indagine condotta dal ministero della Salute, per avere un quadro chiaro delle diverse modalità di gestione del rischio clinico e delle assicurazioni.
Tra i costi sostenuti dal Ssn, si sottolinea, quelli assicurativi hanno mostrato un progressivo incremento negli ultimi anni ed è quindi un aspetto rilevante per la gestione del sistema.
All’indagine, partita su richiesta della Commissione sanità del Senato la scorsa legislatura, ha partecipato l’82% delle strutture sanitarie della penisola fra Asl, ospedali, Irccs e Policlinici universitari (323).
L’unità di gestione del rischio clinico è risultata presente in 91 strutture, il 28%.
Ad averla attivata sono soprattutto le aziende ospedaliere (35,2%) e le Asl (27,8%).
Se l’unità anti-errore manca, la gestione del rischio è affidata alla direzione sanitaria nel 67,3% dei casi.
Le strutture sanitarie si sono mosse, dunque, per combattere errori e sviste che possono rivelarsi fatali per i pazienti e sono alla base dell’aumento di cause intentate contro i medici e gli stessi centri.
Il 90% ha ormai istituito un’Unità di gestione delle polizze assicurative.
Si stima che nel 2004 l’ammontare dei premi versati dalle strutture sanitarie alle compagnie d’assicurazioni abbia superato i 538 milioni di euro.
Lombardia, Lazio e Piemonte sono le regioni con i premi assicurativi più cospicui.
Dal 2002 al 2004 sono stati dichiarati circa 45.904 incidenti.
L’indagine rivela che un’elevata percentuale delle strutture si è ormai dotata di sistemi di elaborazione dei sinistri, e il 77% si avvale di un consulente assicurativo.
Le aziende sanitarie cercano di tutelarsi come possono, gestendo direttamente le richieste di risarcimento.
E’ necessario dunque un sistema di monitoraggio delle polizze assicurative in sanità, a cui sta lavorando il Gruppo per la sicurezza dei pazienti istituito al ministero della Salute.

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