19 Maggio 2014 Leggi di più →

Troppi turni di guardia

La sezione lavoro della Corte d’Appello di Milano ha condannato la scorsa settimana l’Azienda Ospedaliera di Lodi a risarcire tre chirurghi per un importo complessivo di circa 30 mila euro (i tre importi variano dai 10.900 ai 9.500 euro) a cui andranno aggiunti gli interessi maturati (la causa risale al 2008) per i disagi creati nell’aver dovuto svolgere tre turni in più mensili nell’ambito del servizio di guardia medica per i notturni e i festivi. A darne notizia, ieri, è stato Stefano Lazzarini del sindacato Confsal: «Per il momento siamo soddisfatti di un giudizio espresso, a Milano, da 3 giudici; ora ci riserviamo di leggere le motivazioni. In base a quelle potranno fare medesimo ricorso anche gli altri medici nella stessa situazione, almeno una decina. Inoltre potremmo valutare un ricorso in Cassazione (lo stesso può fare l’Ao, ndr), per vederci riconosciuto un indennizzo anche più alto, e un ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale, di cui sarebbero chiamati a rispondere i singoli dirigenti».

Il problema delle guardie mediche era stato sollevato nell’autunno del 2008. Nell’ambito di un tentativo di conciliazione presso la Direzione provinciale del Lavoro di Lodi, il 15 maggio 2009, il sindacato rese noto che i tre medici ricorrenti erano disposti a rinunciare alla richiesta di risarcimento danni a fronte di un impegno dell’Azienda ospedaliera di predisporre entro fine giugno un piano che prevedesse l’attuazione del servizio di guardia interdivisionale chirurgica con la partecipazione di tutto il personale medico, comprendendo quindi anche i medici di chirurgia specialistica; ma l’azienda si disse contraria. Dapprima la scelta dell’Ao venne suffragata dal Tribunale di Lodi, ora è stata ribaltata in Appello a Milano. «L’azienda aveva l’opportunità di fare un accordo a costo zero, applicando il contratto che esclude dai servizi di guardia solo i primari; invece diede il via ad un atteggianento autocratico nei confronti della chirurgia di Lodi, non rinnovando il contratto ad uno dei chirurghi ricorrenti. Questa sentenza farà storia anche per altri ospedali» conclude Lazzarini.

da “Il Giorno” del 15 maggio 2014

laura.debenedetti@ilgiorno.net

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