14 Marzo 2014 Leggi di più →

Salvare il Centro Trasfusionale di Formia, nuove adesioni alla manifestazione di sabato 15 marzo

www.h24notizie.it Scenderanno in piazza i sindaci e gli amministratori di ben 14 comuni del sud della provincia, oltre a tanti cittadini che hanno già confermato la loro partecipazione al corteo, per difendere la sopravvivenza del Centro Trasfusionale operativo presso l’ospedale “Dono Svizzero” che la regione Lazio intende chiudere. La concentrazione avverrà a Piazza Vittoria a Formia, alle ore 16, da dove prenderà il via il corteo che raggiungerà l’ospedale.

“Sarà una risposta compatta e inequivocabile – sottolinea Angelo Riccardelli, presidente del Comitato Emotrasfusi Sud Pontino nato per la salvaguardia del diritto alla salute di tutti e non soltanto per chi ne usufruisce costantemente – data a una scelta scellerata messa in atto dalla Pisana. Il nostro è un Comitato nato per difendere il Centro Trasfusionale di questo ospedale  che a causa del Decreto nr.U0092/2010 del Commissario ad acta alla Sanità Renata Polverini  e dell’attuale Commissario ad acta alla Sanità Nicola Zingaretti (decreto nr.U00480) del 6 dic.2013, rischia a breve la chiusura definitiva lasciando operativa solo la raccolta sangue e, trasferisce al S.I.M.T. di Latina le attività trasfusionali ed infusionali, salasso- eritroaferesi terapeutico. E’ da precisare che l’Ospedale di Formia è un D.E.A. di 1° livello e  ritengo sia assurdo che un ospedale del genere possa esistere senza un Centro Trasfusionale che è giusto sapere è uno dei servizi di eccellenza dell’ospedale stesso.

Per comprendere l’assurdità di tali decisioni ecco alcuni dati. Il Trasfusionale ha in carica 63 emotrasfusi e 52 pazienti in salasso – terapia. Altre decine in trattamento eritroaferesi. Alcuni di questi in grave stato di salute. Il Centro raccoglie normalmente oltre 2000 sacche di sangue ogni anno e gestisce il 1 trattamento di altre 2000 sacche di raccolte esterne, per una totalità di 4000 sacche che rendono autosufficiente tutto il Sud Pontino, con la possibilità anche di fornirle alla Sede centrale di Latina.

Il distretto Sud comprende oltre 200 mila abitanti residenti nei 650 kmq. di territorio, senza considerare il raddoppio della popolazione nel periodo estivo e il considerevole traffico di mezzi nelle direzioni Roma – Napoli – Roma. Ma prima di tutto, ciò di cui non hanno tenuto conto con la messa in atto di tali Decreti, è il fattore umano. Non hanno tenuto conto della conformità  territoriale che crea una eccessiva distanza da Latina a Castelforte che distano oltre 105 chilometri con tempi di percorrenza di circa 2 ore andata e 2 per il ritorno. Non hanno tenuto conto delle condizioni di salute con le quali viene affrontato lo spostamento. Non hanno tenuto conto della pericolosità della strada da percorrere, notoriamente tra le più pericolose d’Italia. A  questo punto sorgono spontanee le domande perché questa chiusura? A chi giova?”

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Pubblicato in: Rassegna Stampa
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