10 Maggio 2012 Leggi di più →

Responsabilita’ per visita poco approfondita

Un paziente affetto da ipertensione si rivolgeva ad una struttura sanitaria pubblica lamentando un complesso di disturbi quali vomito, cefalea oltre a difficoltà motorie del braccio destro. Il medico, dopo aver effettuato una "generica visita neurologica ed altri esami di routine (analisi del sangue, elettrocardiogramma)" diagnosticava un "lieve stato ipertensivo" dimettendo il paziente, il quale però ritornava dopo 4 giorni a causa dell’aggravamento della medesima sintomatologia. In quest’occasione, a seguito di TAC, gli veniva diagnosticato un ictus cerebrale dal quale erano derivate lesioni gravi e permanenti. Ne è derivata una causa, al termine della quale la Corte di Cassazione (sez. III civile, sent. n. 6275 del 20/04/2012) ha condannato il medico al risarcimento dei danni. La Suprema Corte ha ritenuto responsabile per colpa il medico che effettuò la prima visita, in quanto il paziente "seppure in maniera confusa" aveva fornito tutti gli elementi sintomatologici per mettere in allarme il medico, che avrebbe dovuto approfondire con specifici esami il quadro neurologico del paziente stesso, in quanto doveva essergli evidente che si trattava di un paziente "ad alto rischio di ictus".

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Pubblicato in: News
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