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Operatori sanitari, Francia (Siti): solo 10-15% sono vaccinati (da quotidianosanita.it del 25 settembre 2017)

«Solo il 10-15% degli operatori sanitari sul territorio nazionale risulta essere vaccinato». A fornire i numeri, per niente rassicuranti, è il presidente della Società Italiana di Igiene, Fausto Francia che precisa però come non si abbiano delle stime ufficiali. «Parliamo di una percentuale molto bassa – aggiunge Francia a DoctorNews33 – che preoccupa molto chi si occupa di prevenzione e di malattie infettive, come la Società Italiana di Igiene. Per la vaccinazione antinfluenzale si arriva al 20%, ma non è l’influenza a destare maggiori paure». Secondo Francia, i problemi che scaturiscono da questa situazione sono molteplici: da quelli meno importanti a quelli con un impatto maggiore sulla salute pubblica.

«Per un operatore sanitario, ammalarsi significa essere assente da lavoro, creando così disservizi. Ma il problema principale, ovviamente, è che il medico o infermiere non vaccinato può fare da veicolo per potenziali malattie infettive con i pazienti. Altro aspetto, ancora più preoccupante, è l’antibiotico resistenza: se fino a dieci anni fa potevamo asserire di avere le armi per sconfiggere le malattie nel momento in cui si manifestavano, oggi non è più così. Ci sono statistiche che affermano che non si trovano rimedi all’antibiotico resistenza, da qui a 20-25 anni, le malattie infettive diventeranno la seconda causa di morte nel mondo». E sull’ipotesi se sia più necessario auspicare in una legge che possa sancire l’obbligo per medici e infermieri di vaccinarsi, o sperare che le sollecitazioni vengano direttamente dalla categoria stessa, Francia precisa che la soluzione migliore starebbe forse nel mezzo. «Dobbiamo avere la forza di far capire l’importanza delle vaccinazioni. Tendenzialmente la motivazione per cui i colleghi scelgono di non vaccinarsi è l’idea malsana di non poter essere colpiti dalla malattia. Ma questa autovalutazione di onnipotenza non porta lontano. E non per ultimo c’è anche una conoscenza arretrata delle vaccinazioni risalente al corso di laurea». Non sarebbero, dunque, aggiornati sugli sviluppi dei vaccini negli ultimi 15 anni.

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Pubblicato in: News, Vaccini
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