22 Novembre 2012 Leggi di più →

Oliveti risponde all’Ordine di Potenza: le pensioni sono al sicuro

Pericolo scampato, nessuna perdita accertata e pensioni al sicuro. Così Alberto Oliveti risponde al presidente dell’Ordine di Potenza Enrico Mazzeo Cicchetti, che ieri in una lettera indirizzata ai presidenti degli Ordini dei medici aveva definito i dati relativi al portafoglio Cdo della Fondazione «poco rassicuranti».
Cicchetti si sofferma su un titolo il CdoEirles 337, sottolineando come Oliveti lo "utilizzi" per dimostrare che il patrimonio dell’Enpam gode di ottima salute e che tutti gli allarmismi a tal proposito sono ingiustificati.
In realtà, secondo Cicchetti, che invita l’ente previdenziale a maggiore trasparenza e chiarezza, i dati relativi al titolo in questione evidenziano come non si sia trattato di un titolo vantaggioso ma tutt’al più di un titolo «che non ha provocato danni al patrimonio della Fondazione».
E comunque, continua il presidente dell’Ordine di Potenza, «la performance lievemente positiva di questo titolo non compensa, se non in misura estremamente marginale, l’andamento negativo degli altri Cdo».
Oliveti in risposta alle dichiarazioni di Cicchetti sottolinea di non aver mai avuto «toni trionfalistici» e che non ci sia stata «una perdita accertata» ma un «rischio perdita».
Il titolo in questione, sottolinea il presidente Enpam, «ha dato una piccola redditività.
Per cui possiamo parlare di pericolo scampato, visto che recuperiamo capitale».
Ciò premesso Oliveti evidenzia come investimenti di questo genere non saranno più fatti perché «puntiamo su investimenti del tipo "zero virgola", con scarsissimi rischi per il gestore».
Per quel che riguarda l’andamento negativo degli altri titoli, Oliveti sottolinea di non aver la palla di cristallo ma ribadisce che «le pensioni sono al sicuro».
La nuova gestione Enpam, conclude il presidente della Fondazione ha tre punti fermi:

«mettere la dinamica previdenziale al centro dell’investimento;

identificare procedure e percorsi di investimento

e, infine,

ridurre la discrezionalità nella gestione del portafoglio.

A questi tre punti ci atterremo».

Marco Malagutti

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