19 Dicembre 2007 Leggi di più →

MALA SANITA’ – Lady Asl: 4 anni e 4 mesi a Gargano – 10 rinvii a giudizio per reati di associazione per delinquere e corruzione

(AGI) – Roma – Quattro anni e quattro mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere e corruzione. E’ la pena patteggiata, con il via libera del gup Adele Rando, tra i difensori dell’ex assessore regionale ai Trasporti Giulio Gargano e i pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri, titolari dell’inchiesta sullo scandalo nella sanita’ laziale, compreso tra il 1997 e il febbraio 2006, dopo le accuse lanciate da Anna Iannuzzi, piu’ nota come Lady Asl. Gargano, finito in carcere lo scorso luglio e da pochi giorni agli arresti domiciliari, e’ stato interdetto per cinque anni dai pubblici ufficiali e condannato al pagamento delle spese di giudizio sostenute dalle parti civili (Regione Lazio, Asl RmB e RmC e Codacons). All’imputato sono state concesse le attenuanti generiche in virtu’ del suo stato di incensuratezza. Secondo l’accusa Gargano, che rispondeva di tre episodi di corruzione, avrebbe ottenuto circa 25mila euro mensili piu’ una vacanza pagata in Sardegna, dalla Iannuzzi e dal marito Andrea Cappelli che gli avrebbero versato nel marzo del 2003 anche la somma di un miliardo e 200 milioni di lire e un’altra complessiva, alla fine del 2004, pari a due miliardi. In cambio i coniugi, titolari della Ikt srl, avrebbero ricevuto l’ok ad effettuare prestazioni con onere a carico del servizio sanitario regionale, a essere accreditate per 300 prestazioni, aumentate a 350 in virtu’ di una seconda delibera regionale, e di beneficiare dell’autorizzazione all’apertura della clinica privata San Michele senza averne i requisiti. Il gup Rando ha invece rinviato a giudizio, come voleva la procura, una decina di imputati, tutti accusati di associazione per delinquere e, a vario titolo, di falso materiale e ideologico, abuso d’ufficio e peculato. Dal reato associativo e’ stato prosciolto ‘per non aver commesso il fatto’ soltanto Massimo Celotto, fratello di Mario (ex direttore amministrativo dell’Asl RmC), mentre e’ rimasta in piedi l’accusa di false dichiarazioni (‘previamente concordate nel corso di un colloquio in carcere’) al difensore.

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Pubblicato in: News
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