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La posizione dell’Ordine dei Medici di Latina in occasione della richiesta dell’ONAOSI di versare la quota per il 2006


17 novembre 2011

Cari Colleghi,
ci giungono da più parti richieste di chiarimenti circa le raccomandate che l’ONAOSI sta spedendo agli iscritti contenenti la richiesta del contributo relativo alla quota dell’anno 2006.
Vi rammentiamo che la Legge finanziaria 2007 (L. 296/06) ha indicato il contributo ONAOSI come obbligatorio solo per i sanitari dipendenti pubblici.
Dal 1 gennaio 2007, quindi, tutti gli altri colleghi che non si trovano in questa posizione lavorativa hanno avuto la possibilità di interrompere il versamento obbligatorio o continuare volontariamente i versamenti per la copertura assicurativa garantita dall’Ente.
Fino all’anno 2006 tali contributi erano un preciso obbligo di Legge, poi abrogato, senza chiarezza sui mancati versamenti arretrati.
Pertanto l’Ordine mette a disposizione due bozze di raccomandata di risposta per coloro che, sotto la loro diretta responsabilità, volessero tentare evitare tale versamento. 
Una bozza è stata proposta dall’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) la seconda da un’iscritta che ci ha autorizzato alla pubblicazione.
Ricordo che, a seguito di apposita Assemblea degli iscritti convocata a suo tempo dall’Ordine di Latina, i presenti espressero parere contrario all’estensione a tutti gli iscritti agli Ordini di tale contributo.
A seguito di tale decisione, il Presidente dell’Ordine di Latina si è comportato nelle espressioni di voto presso l’ONAOSI in maniera conforme alla volontà degli iscritti.
Si ricorda, altresì, che dal 2011 il Consiglio Nazionale dell’ONAOSI non è più espressione degli Ordini e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione privata ONAOSI è espressione, invece, di una lista di maggioranza che raduna i rappresentanti dei maggiori Sindacati e Associazioni di categoria medica, odontoiatrica, veterinaria e farmacista.

Gli Ordini non hanno più nulla a che fare con con l’ONAOSI.

Pertanto, ogni rimostranza già verificatasi, anche per via telefonica e a volte anche in maniera offensiva nei confronti dell’Ordine di Latina, è priva di ogni logica e giustificazione, e la ritengo offensiva anche per la posizione di dissenso assunta ufficialmente nelle sedi opportune e che non poche conseguenze negative ha prodotto, anche personali, nei confronti del l’Ordine di Latina e del suo Presidente.

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