16 Marzo 2014 Leggi di più →

In centinaia alla manifestazione contro la chiusura del centro trasfusionale

www.corrieredilatina.it Una manifestazione molto partecipata quella svoltasi oggi pomeriggio a Formia contro la chiusura del centro trasfusionale dell’Ospedale “Dono Svizzero”. Centinaia di cittadini, ma anche donatori, volontari della Croce Rossa e di altre associazioni si sono ritrovati tutti in Piazza Vittoria per dire no al decreto firmato da Nicola Zingaretti che, di fatto, converte il presidio in emoteca con tutti i disagi del caso, in quanto gli emotrasfusi saranno costretti alla trasferta per Latina. In tanti erano muniti di fiocchetti rossi e di cartelli contenenti messaggi eloquenti: “Se chiude il centro trasfusionale, spera di non stare male”, “Io dono, tu vivi”.

I MANIFESTANTI. A capo del corteo il presidente del Comitato Emotrasfusi Sud Pontino, Angelo Riccardelli, che ha chiesto pubblicamente ai sindaci intervenuti: “Come è possibile chiudere questa struttura, chiediamo di rifare i conti. Chiudere il centro trasfusionale non conviene a nessuno. E voi, come avete potuto permettere che il nostro ospedale si riducesse così? Prendetevi le vostre responsabilità”. Attivissima anche Paola Villa, esponente dell’associazione “Un’Altra Città”: “Dopo le 14.000 firme raccolte due anni fa, non abbiamo smesso di svolgere iniziative sul territorio. Questa è una battaglia di tutti, è la dimostrazione della cittadinanza attiva”.

IL DOCUMENTO DEI SINDACI. Alla manifestazione erano presenti anche i sindaci del Golfo e diversi consiglieri comunali del comprensorio. Le istituzioni presenti hanno sottoscritto un documento da presentare al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, ha detto che “se non servirà saremo pronti a manifestazioni ancora più incisive di questa”. Il corteo si è poi portato fin davanti all’Ospedale “Dono Svizzero”.

I NUMERI DEL CENTRO. I numeri del centro parlano chiaro. Chiudere il centro trasfusionale significa arrecare un danno a 63 emotrasfusi e 52 pazienti in salasso-terapia. Altre decine sono in trattamento eritroaferesi, alcuni di questi in grave stato di salute. Il centro raccoglie normalmente oltre 2000 sacche di sangue ogni anno e gestisce il primo trattamento di altre 2000 sacche di raccolte esterne, per una totalità di 4000 sacche che rendono autosufficiente tutto il Sud Pontino, con la possibilità anche di fornirle alla sede centrale di Latina. Insomma, tanto da far gridare allo scandalo i cittadini. Chissà se il messaggio arriverà alla Pisana forte e chiaro.

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Pubblicato in: Rassegna Stampa
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