19 Dicembre 2007 Leggi di più →

Impennata delle denunce ai medici

Quelle a carico di Asl e ospedali hanno segnato una crescita più moderata.
Balzo in avanti per le denunce di errori medici in Italia: in meno di 10 anni sono aumentate del 184%, passando da 3.150 nel 1994 a 7.800 nel 2002.
Quelle a carico di Asl e ospedali hanno segnato una crescita più moderata, intorno al 31% (da 5.100 nel ’94 a 6.700 nel 2002).
Questa la fotografia emersa dal convegno ‘La responsabilità professionale del medico’, promosso a Verona dall’ospedale ‘Sacro Cuore-Don Calabria’.
Una situazione allarmante, anche per i cittadini.
Tanto che, secondo l’ultimo sondaggio sugli errori medici dell’Eurobarometro, quasi quattro europei su cinque hanno scarsa fiducia nei confronti di medici e strutture sanitarie.
E, a guidare la lista dei più preoccupati (68%), sono proprio gli italiani.
“Secondo le stime di alcune compagnie assicurative – precisa l’avvocato Natale Callipari, coordinatore scientifico del convegno – in Italia ogni anno, su otto milioni di ricoveri in strutture pubbliche, circa 320mila pazienti (il 4%) denunciano danni, e le richieste di risarcimento sono circa 150mila, di cui 12mila pendenti davanti ai giudici.
Una situazione con altissimi costi sociali, oneri economici per il Servizio sanitario nazionale (Ssn), ma anche aggravio di lavoro per gli organi giudiziari, gia’ impegnati in una mole considerevole di processi”.
Si calcola, aggiunge l’esperto, che ogni denuncia costa al Ssn circa 26.750 euro.
Una situazione pesante anche per i ‘camici bianchi’, che “rischiano di essere scoraggiati dal pericolo di sanzioni e dal costo delle assicurazioni – sottolinea Guido Alpa, ordinario di Istituzioni di diritto privato all’università La Sapienza di Roma.
Occorre dunque un intervento di carattere legislativo”, per mettere ordine nel settore.
Anche per questo, a Verona, si e’ deciso di istituire un Osservatorio sulla responsabilità del medico.
Obiettivo: contribuire con dati certi alla preparazione di una riforma legislativa che affronti, “attraverso un equo contemperamento, tutti gli interessi coinvolti: da quelli del medico a quelli del paziente, ma anche della struttura sanitaria, del personale paramedico e del mondo assicurativo”, sottolineano gli esperti.

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Pubblicato in: News
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