E’ conveniente attivare la previdenza integrativa (i fondi pensione) ?

L’allungamento della vita media soprattutto nei Paesi sviluppati e una diminuzione della popolazione lavorativa, oltre la mancata capitalizzazione dei contributi previdenziali per un passaggio al sistema di ripartizione, adottato dalle pregresse amministrazioni e dai politici molto opportunisticamente nelle gestioni passate, hanno portato a revisioni molto drastiche per la tenuta dei conti della previdenza pubblica.
Innalzamento dell’età pensionabile, diminuzione delle aliquote di rendimento, non essendo possibile l’innalzamento dell’aliquote contributive, già al massimo tollerabile. Sostenibilità, equità e adeguatezza (ma quale?) i motti sbandierati dai riformatori….ma alla fine tra pochi anni saremo invasi da un esercito di pensionati poveri, molti dei quali con pensioni sotto i limiti della sopravvivenza.
da Marco Perelli Ercolini, in breve n.034/2012)

Per attutire l’impatto (e anche per grossi interessi degli stessi mercati finanziari) si spinge alla previdenza integrativa: la pensione pubblica dopo una vita lavorativa non sarà più sufficiente a garantire un postlavorativo dignitoso e pertanto si cercato di incentivare il lavoratore ad un risparmio forzoso per riempire il vuoto economico che lasciato tra ultima retribuzione e primo rateo di pensione.
Idea molto bella, ma con degli interrogativi cui nessun fondo pensione da risposta: quale sarà il rendimento a termine dopo anni di sacrifici contributivi al fondo pensione? quanto incidono i caricamenti e quanto rendono realmente gli investimenti di questi capitali, agganciati ai mercati finanziari?
Vengono illustrati i vari fondi negoziali, i fondi aperti, i piani individuali pensionistici….ma nessuno dà e può dare dati certi…e questo particolare non trascurabile lascia molti lavoratori molto perplessi, senza contare che in questi tempi di crisi economica (e specialmente i giovani) si hanno grosse difficoltà a togliere mensilmente dalle spese della vita corrente quei cento, duecento, trecento euro da versare alla previdenza integrativa e, inoltre, moltissimi hanno grosse incertezze a deviare il Tfr ai fondi pensione negoziali, anche se incentivati da contributi datoriali, non vedendo una chiara risposta.

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