14 Giugno 2019 Leggi di più →

Epatite e curcuma, Iss: con monitoraggio numeri saliranno. Le ipotesi sulle cause al vaglio (da Doctor33 del 13 giugno 2019)

Il numero dei casi di epatite riconducibili al consumo di curcuma è salito a 20 e continuerà ad aumentare dal momento che il fenomeno ora è monitorato dall’Asl su richiesta delle Regioni. Tra le ipotesi sul nesso di causalità, l’Iss esclude il sovradosaggio o contaminazioni e valuta un collegamento con la materia prima: la curcuma importata. Questi gli ultimi aggiornamenti forniti da Ministero e Istituto superiore della Sanità.
I nuovi casi segnalati sono stati correlati a nuovi lotti di prodotti, che aggiornano la precedente lista:

· Piperina e curcuma più 95 – lotto 9023 scadenza febbraio 2022- Bodyline, prodotto da Phytoprime
· CRCMN-P – HB (Health & Beauty)

Rimane valido da parte del ministero della Salute, l’invito alla sospensione dell’uso dei prodotti a titolo precauzionale in attesa delle analisi che, come conferma il direttore dell’Unità operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Iss, Marco Silano, contattato da agenzie stampa, «proseguono e l’aumento delle segnalazioni di epatiti dovute al consumo di integratori a base di curcuma è atteso, perché ora il fenomeno è monitorato. Le Regioni – fa sapere – hanno scritto alle Asl di segnalare tutti i casi. Ma potenzialmente ve ne potrebbero essere stati anche altri, in passato, non segnalati». La curcuma, oltre a essere una spezia, viene usata, precisa l’esperto, «per la perdita di peso a l’esperto, ma l’indicazione non è scientificamente provata».
«Gli accertamenti analitici sui lotti interessati sono negativi – prosegue – nel senso che non abbiamo ancora individuato nessuna sostanza contaminate, o aggiunta in modo fraudolento, che potrebbe spiegare le intossicazioni. I campioni sono tanti e stiamo procedendo alle analisi. Tra le ipotesi al vaglio, il fatto che le epatiti possano esser collegate alla materia prima, ovvero alla curcuma importata e utilizzata per realizzare gli integratori. Sembra per ora non si sia trattato di casi di sovradosaggio». Al momento i lotti interessati sono stati ritirati su iniziativa volontaria delle aziende coinvolte, che sono circa una decina.

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Pubblicato in: News
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