12 Ottobre 2013 Leggi di più →

Cure transfrontaliere, più scelta per i pazienti ma i tariffari non sono pronti.

Mancano pochi giorni al 25 ottobre, data in cui scatterà l’applicazione della direttiva europea sulle cure transfrontaliere, che permetterà ai pazienti di scegliere dove farsi curare all’interno dell’Unione.
«È certamente un fatto positivo, – commenta Claudio Pandullo, presidente dell’Omceo della provincia di Trieste – ma non siamo ancora pronti e la reale applicazione avverrà progressivamente».
Operando in una regione di confine, Pandullo vive direttamente le difficoltà poste ai pazienti dai confini nazionali: «nella zona di Gorizia abbiamo due ospedali a distanza di 500 metri l’uno dall’altro, è evidente che si potrebbe far sistema; si sta pensando per esempio di creare un punto nascita transfrontaliero e la direttiva europea va in questa direzione, favorendo una maggiore integrazione».
In linea di massima, sostiene l’esponente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, più si crea una rete di sistema e più il cittadino ha da guadagnare: «specialmente alcune patologie non troppo diffuse, considerando che i sistemi sanitari hanno risorse limitate, potrebbero essere affrontate in un’ottica transfrontaliera o di macroregione, concentrando alcune cure in un’unica sede che possa accogliere i pazienti di regioni confinanti, anche appartenenti a nazioni diverse».
Il problema principale è la compensazione delle tariffe ed è una questione oggettivamente complessa: «il Friuli Venezia Giulia ha già preso dei contatti con le regioni vicine di Austria e Slovenia per cercare di arrivare a una armonizzazione dei tariffari che ora sono piuttosto diversi, ma certamente deve anche esserci un coordinamento a livello nazionale».
Secondo Pandullo, la direttiva è anche un’occasione per ripensare l’organizzazione della sanità italiana: «la regionalizzazione dovrebbe essere messa in discussione, per esempio tra Friuli e Veneto assistiamo a una migrazione di pazienti alla ricerca non della cura migliore ma della tariffa più conveniente, il che crea anche un eccesso di prestazioni da una parte e una carenza dall’altra».


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Pubblicato in: News
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