24 Giugno 2015 Leggi di più →

Certificati di decesso, Mmg definitivamente esentati. È l’era dell’online (da DoctorNews33 del 24 giugno 2015)

Tutto liscio sia tra i medici necroscopi sia tra i medici di famiglia, esentati dall’Inps con messaggio n. 1530 del 02 marzo scorso dall’invio telematico dei certificati di decesso: in tema di accertamento di morte pare ormai a regime il nuovo iter online previsto dall’ultima Finanziaria (legge 190/14). Se si eccettua qualche medico che ancora chiede le credenziali, molte regioni hanno normato la materia e i necroscopi di Asl e ospedali (nel secondo caso delegati dai direttori sanitari) si sono accreditati all’Istituto di previdenza. «E’ importante che l’Asl supporti i necroscopi territoriali nel caso in cui non riescano a caricare i dati del paziente mediante il sistema di trasmissione all’ Inps», spiega il Direttore del Servizio di Medicina legale dell’Asl di Milano Antonio Vitello. «Abbiamo attivato una casella di posta elettronica alla quale i necroscopi territoriali incaricati dall’Asl di Milano devono farci pervenire le segnalazioni di mancato caricamento dei dati dei pazienti deceduti, in modo da poter segnalare all’Inps l’inadempimento. In genere il mancato caricamento dei dati è dovuto a problemi sul codice fiscale. Con la segnalazione dell’inadempimento si cerca di superare tempestivamente il problema (es. l’Inps fornisce il codice fiscale corretto da inserire).. Abbiamo inoltre concordato con i Comuni di inviare sempre anche il codice fiscale del deceduto al momento in cui richiedono all’Asl la “visita necroscopica”: non sempre nella realtà dei fatti è procurabile a domicilio, specie se il paziente viveva solo». L’esigenza dell’invio telematico era nata dal fatto che alcuni comuni non comunicavano tempestivamente i decessi all’Inps e l’Istituto Previdenziale rischia di continuare a pagare le pensioni ai defunti. La nuova incombenza aveva destato interrogativi per l’inappropriatezza terminologica di alcuni passaggi della circolare Inps, che rischiavano di confondere il ruolo del medico necroscopo e quello del Mmg. Il nuovo iter prevede che, quando il decesso avviene al di fuori dell’ospedale, i Comuni – che a loro volta hanno ricevuto dal medico di guardia o di base il certificato di constatazione del decesso – attivino il servizio Asl per l’accertamento di morte. Tra la quindicesima e la trentesima ora dal decesso (ma in qualche regione i tempi sono diversi) i medici necroscopi si recano a casa del paziente, per accertare la realtà della morte e provvedono tempestivamente alla trasmissione telematica all’INPS. Per chi non adempie a tale obbligo la legge prevede sanzioni da 100 a 300 euro, le stesse che si imputano al funzionario dell’Ufficio Anagrafe del comune. «Invece, nulla è cambiato -sottolinea Vitello- per quanto riguarda l’obbligo, per il medico curante, che non è detto sia sempre il Mmg, di denunciare al sindaco la causa di morte dell’assistito (ovvero la malattia che, a suo giudizio, ne sarebbe stata la causa) compilando l’apposita scheda ISTAT. L’ assistenza medica, in questo caso, è da intendersi come conoscenza, da parte del medico, del decorso della malattia, indipendentemente dal fatto che il medico abbia presenziato al decesso. Pertanto, in caso di paziente deceduto la domenica, è possibile, per il medico curante, compilare e inoltrare la scheda Istat il lunedì successivo. In caso di dubbio sulle cause di morte, il medico curante può richiedere al Servizio di Medicina Legale dell’ASL di disporre l’autopsia per riscontro diagnostico».

Mauro Miserendino

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