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Caro Presidente, la diagnostica di primo livello negli studi medici di medicina generale è argomento importante e merita riflessioni approfondite, per questo Ti sarò grato se vorrai raccogliere opinioni e pareri dei colleghi generando una riflessione partecipata …

Riceviamo oggi e volentieri pubblichiamo questa nota di Giovanni  Cirilli,  mmg, segretario generale Fimmg Lazio, con l’auspicio che a questo segua numeroso il contributo dei nostri iscritti.

Il Presidente

Giovanni Maria Righetti

1 dicembre 2019

Caro Presidente, la diagnostica di primo livello negli studi medici di medicina generale è argomento importante e merita riflessioni  approfondite, per questo Ti sarò grato se vorrai raccogliere opinioni  e pareri dei colleghi generando una riflessione partecipata.

Latina ha contribuito e non poco alla decisione di dar vita ad una nuova fase in cui la diagnostica, fino ad ora addirittura proibita all’interno del setting della medicina generale,  vi entrasse come opportunità professionale.L’occasione è stata la gestione del pdta della bpco dove i medici dei distretti 1 e 5 hanno potuto effettuare le spirometrie sui propri pazienti : i risultati prodotti in termini di fattibilità  e affidabilità , insieme alle esperienze di altre regioni hanno fatto convinto i vertici  della Fimmg che si potesse percorrere questa strada, il ministro ha raccolto questa istanza, vedremo se alla fine del percorso di approvazione della legge di bilancio il finanziamento sarà  mantenuto, ma, senza dubbio, è  un importante  segnale della politica verso la categoria. 
Personalmente ritengo che la questione va contenuta all’interno delle prestazioni previste per i Pdta, per i pazienti a bassa complessità assistenziale, completamente a carico dei mmg
Non si tratta quindi di formare una sorta di piccoli specialisti,  ma, piuttosto , di aumentare le competenze dei mmg nella presa in carico dei pazienti cronici, dove alcuni esami strumentali  ECG, SPIROMETRIa, FUNDUS, sevono per valutare la stabilità del quadro clinico, in caso contrario il pz va inviato allo specialista. Analogamente la visita ecoassistita consentirà al sistema delle cure primarie di selezionare i pazienti da trattenere e curare nel territorio rispetto a quelli da affidare al sistema dell’urgenza . 
L’obiettivo dichiarato è  quello di annullare le liste di attesa per i pazienti cronici,  attraverso una presa in carico dove il mmg, riprendendosi il suo ruolo clinica, attraverso la formulazione di un PAI determina i bisogni di salute dei propri pazienti,  prenota le prestazioni che in parte fornirà  come sistema di cure primarie, in parte verranno  fornite dai sistemi Aziendali, appuntamenti per i cronici non più gestiti dai Cup. L’altro obiettivo  è  di ridurre il numero degli accessi ai PS e dei ricoveri impropri.
È  evidente che tutto si basa sulla formazione dei colleghi, sull’integrazione informatica, sulla creazione delle reti ospedale territorio per le patologie croniche, un processo difficile e lungo, questo non è  che il primo passo, ma, finalmente, ci proviamo.
Giovanni  Cirilli,  mmg, segretario generale Fimmg Lazio. 
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2 Commenti su "Caro Presidente, la diagnostica di primo livello negli studi medici di medicina generale è argomento importante e merita riflessioni approfondite, per questo Ti sarò grato se vorrai raccogliere opinioni e pareri dei colleghi generando una riflessione partecipata …"

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  1. Carlo Vincenti ha detto:

    Giovanni carissimo
    Gestione delle cronicità ,siamo d’accordo ma ECG ed Eco sono un’altra cosa e ti confesso che alll’ECG ed all ECO molti di noi a cominciare dal sottoscritto,hanno dedicato gran parte del loro tempo negli anni passati portando gli strumenti in ambulatorio e sperimentando (io facevo ECG e se avevo dubbi li mandavo per fax alla cardiologia di Tor Vergata )alla fine rinunciando anche se a malincuore .Perche ? Perché sono indagini che necessitano di un corposo background culturale e di esperienze,altrimenti i problemi li crei a te ,a chi ti e’ di fronte ed a chi è fuori della porta .
    Queste cose i politici non le sanno ,noi medici si caro Giovanni ,ed è grave da parte nostra non tentare di farglielo capire.Non tentare di fargli capire che si fa danno sia omettendo di svolgere la funzione principale del nostro lavoro :l’esame obiettivo Giovanni ( quante volte davanti ad un paziente che racconta i suoi problemi ci dicevamo “e che lo visito a fare ? tanto ,gli faccio fare questo è quello ” poi facendo uno sforzo e visitandolo o aprendo gli occhi sulle indagini quante ne abbiamo trovate,viste o sentite in quarant’anni di vita professionale ),sia prendendo lucciole per lanterne o fischi per fiaschi (falsi positivi ) con indagini che non sono il nostro pane quotidiano .Fermiamoci Giova la tecnologia è una bella cosa ma deve avere una mente allenata dietro, sennò diventa pericolosa .Questo concetto che chiunque possa fare qualsiasi cosa ha fatto tanti ,tanti danni (anche morti negli ospedali pensa a quanti pazienti hai perso per laparoscopie messe in mano a gente incapace ) e non permettiamo che crei disagio anche nei nostri luoghi di lavoro.Maggiore presenza e più tempo a visitare e scrutare analisi sarebbe una grande successo per noi ed una panacea per il SSN Un saluto Carlo Vincenti MMG

  2. milo pasquale ha detto:

    Caro Presidente,
    la gestione della cronicità è un nostro compito, dei MMG, e noi vogliamo prenderci carico del territorio. Bisogna solo trovare un sistema mediatico che indirizzi l’utente verso i Medici del territorio e non rivolgersi continuamente al P.Soccorso.
    Per curare questo nostro compito noi abbiamo un’arma fondamentale, oggi purtroppo in parte trascurata anche a livello di formazione universitaria, che è l’ESAME OBIETTIVO.
    L’esame obiettivo è la nostra eccellenza. Vogliamo solo che ce la lascino mettere in pratica liberando il nostro lavoro da tanta e troppa burocrazia.
    Ogni giorno torna da noi un paziente con una ricetta in mano: ” Dottò, l’impiegato del CUP mi ha detto che lei ha sbagliato…..”
    “Dottò mi ha detto la farmacista che lei ha sbagliato il codice……”
    “Dottò ha detto l’impiegato della ASL che deve rinnovare la richiesta di pannoloni….di strisce e lancette…di cateteri e sacche per urine….”
    “Dottò lo specialista dell’ospedale ha detto che lui la ricetta non la fà e che la deve fare lei” ecc ecc
    E’chiaro che io poi faccio tutto anche quello che, da legge sanitaria, non mi compete per non dispiacere il paziente, che spesso non capisce e ti revoca.
    Ma a scapito dell’esame obiettivo, che è stato e sempre sarà la mia arma principale.
    Un esame ecografico, un ECG, una spirometria ecc ben vengano, se effettuati da chi di noi, MMG, ha esperienza. Ci sono colleghi per esempio espertissimi più degli specialisti nell’esame ecografico. Ecco questi colleghi vanno prescelti e nominati come referenti del territorio, riferimento di tutti i colleghi, per abbattere le liste di attesa. Cosi come per l’ECG, la spirometria e altro ancora.
    “Sfruttiamo” il fatto che oltre la metà dei MMG della nostra provincia ha 1, 2 e anche 3 specializzazioni e prendiamoli come riferimento per ridurre le liste di attesa, ma non sostituiamo i colleghi specialisti. Chi si sente in grado di farlo lo faccia purchè venga dalla ASL ben remunerato.
    Ha ragione il collega Vincenti, facciamo quello che è nelle nostre possibilità perché il nostro è un lavoro difficile e pieno di insidie e se operi con superficialità vieni punito con un errore che può costare caro, il pericolo, nel nostro lavoro, è sempre dietro l’angolo e non bisogna lasciare nulla al caso. “Primum non nuocere” come diceva Ippocrate. Per cui basta liberare il MMG da un eccesso di burocrazia.
    Io mi dedico al mio lavoro di MMG al 100% dalla mattina alle 9.00 alla sera alle 20 e posso fare tante cose nel mio studio: medicazioni, mettere i punti di sutura, togliere tappi di cerume, organizzare un piccolo laboratorio per analisi d’urgenza tipo glicemia, emoglobina, ves, monitorare un paziente con una crisi ipertensiva, fare una terapia d’urgenza per coliche renali, addominali, epatiche, fare endovene o flebo per terapia marziale, fare emotrasfusioni nei pazienti fortemente anemici, che potrebbero venire da me anziché andare al P.S.e altro ancora. Cose che potrei fare più spesso se avessi a disposizione un infermiere messomi in dotazione dalla asl.
    Quante volte noi diciamo al nostro paziente: “perché sei andato al pronto soccorso quando ci sono qui io che avrei potuto risolvere il tuo problema?”
    Personalmente ho due specializzazioni e un Corso di Perfezionamento e in 30 anni personalmente ho fatto risparmiare tanti soldi alla asl risolvendo nel mio studio tanti casi ematologici, pediatrici e dermatologici.
    Quindi ben vengano le iniziative regionali a nostro vantaggio, ma dobbiamo organizzarci adeguatamente.
    Noi MMG lo possiamo fare perché è una nostra scelta. E’un lavoro che abbiamo sempre fatto e faremo sempre con passione e con un arma che spesso trovo assente o scarsamente presente in altri ambienti sanitari: L’Umanità.
    Un caro saluto a tutti.
    PASQUALE MILO (MMG)

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