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Troppi codici bianchi nei PPI? Troppi certificati (senza visita) nella guardia medica? – Pronti Soccorsi intasati? Riflessioni dell’Ordine

29 gennaio 2019

le attuali vicende che riguardano i PPI e la guardia medica fanno emergere alcune criticità, antiche, acuite dalll’assenza della attivazione delle cure primarie organizzate in AFT e cioè le Aggregazioni Funzionali Territoriali

I medici della Aft garantirebbero l’assistenza ai cittadini di riferimento dalle ore otto alle ore 24 per sette giorni alla settimana

Dalle ore 24 alle ore otto il servizio sarebbe garantito, per le sole urgenze, il 118; nella nostra provincia anche dai PPI per i noti motivi ormai fatti propri da tutti i Sindaci della nostra provincia, senza prendere in considerazione che le attuali ambulanze del 118 in convenzione non sono sufficienti tant’è che si ricorre ai cosiddetti spot, cioè a ambulanze private con un costo annuale che sembra superare annualmente il milione di euro.

Il Direttore Generale della ASL Dr. Giorgio Casati ha più volte teorizzato questa organizzazione ma ancora nulla è stato realizzato.

In assenza della AFT, la guardia medica è diventata impropriamente un ambulatorio, i PPI sono popolati impropriamente da medici della guardia medica, ora chiamata continuità assistenziale, invece che da medici della emergenza territoriale che potrebbero essere, e lo sono, un aiuto utilissimo soprattutto nelle emergenze di media gravità che altrimenti graverebbero ancora più di quanto già avviene sui Pronti Soccorsi Ospedalieri.

Queste carenze nell’organizzazione sanitaria del territorio sono ora emerse per alcuni fatti concreti:

L’introduzione del sistema informatico nei PPI ha obbligato i medici a registrare il codice di ingresso e, laddove di colore bianco e cioè di gravità minima, risulta ora necessario applicare il ticket  e a fronte di questo obbligo di pagamento molti cittadini rifiutano e pensano di trovare una alternativa rivolgendosi ai medici di guardia medica. In queste postazioni, non vi sono addirittura luoghi adibiti per una visita ambulatoriale e laddove vi sono questi non sono stati mai autorizzati. I reclami dei cittadini sono spesso eccessivi laddove pretendono un certificato di malattia, spesso di domenica sera, senza che questo sia preceduto da una visita. Per far fronte a questa situazione, alcuni medici di guardia medica hanno addirittura avanzato la richiesta ai loro dirigenti di rilasciare certificati di malattia in assenza di un ambulatorio!

Da qui la preoccupazione dell’Ordine che prima o poi avvengano episodi aggressione così come già avviene sempre più frequentemente in ambito ospedaliero.

L’Ordine si augura che questa situazione di disagio non sia strumentalizzata e soprattutto che la ASL attui con urgenza una organizzazione territoriale più volte annunciata ma mai iniziata nella articolazione sinteticamente descritta in premessa.

L’Ordine si augura anche che i Consiglieri regionali della nostra provincia si facciano parte attiva affinché l’AMBUFEST sia attivato anche a Terracina e a Formia.

Il Presidente

Giovanni Maria Righetti

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Pubblicato in: News
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