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Se sceglierai medicina…lettera a una nipote che voleva fare il medico (da quotidianosanita.it del 30 dicembre 2018)

Dopo aver visionato lo spot di obiettivo risarcimento ho rispolverato la lettera che ho scritto a mia nipote, ispirandomi alla famosa poesia “If” di Kipling, per evitare che si iscrivesse a medicina. Non voglio essere prosaica, né paragonarmi a Kipling, ma questo e quello che penso, senza alcuna retorica.

Cara Elena,
- se sceglierai Medicina dovrai essere tenace, diligente e organizzata; dovrai essere una fuoriclasse e dovrai esserlo maggiormente, una volta che sarai diventata una dottoressa, perché i bravi medici sono tenaci, scrupolosi e perfezionisti,

- se sarai pronta a numerose rinunce, perché a questo lavoro dedicherai molto più tempo di quanto tu possa immaginare,

- se sarai disposta a lavorare di giorno e di notte,a sacrificare molti dei tuoi interessi, molti week end, molte serate conviviali,

- se accetterai di non andare in vacanza quando a te sarà più comodo, perchè dovrai conciliare le tue esigenze con i tuoi (pochi!!) colleghi rimasti,

- se sarai disposta a non farti pagare le ore di straordinario o  a non andare in pensione quando vorrai, perché da medico non ci si dimette, mai!

- se saprai sopportare un turno di guardia di 12/24 ore, o una settimana di 80/100 ore,

- se sarai disposta a saltare i pasti ed a  fare i “salti mortali” per gestire la tua vita privata e quella lavorativa. Ci saranno giorni che ti toccherà stare in piedi anche 24 ore di fila,per una emergenza/urgenza  e quando finalmente potrai riposare, avrai voglia di dormire per altre 24 ore,

- se sarai disposta a scegliere una specialità chirurgica, sappi che sarà una scelta per tutta la vita. Infatti, la chirurgia non è come le altre specialità che ti permettono di cambiare mansione, Chirurgo lo sei e lo rimarrai a vita, perciò quando e se, prenderai questa importante decisione, pensaci bene, perché sarà una scelta per sempre!

- se accetterai, quando diventerai un medico, di essere circondata da gente più brava di te (troverai sempre qualcuno più preparato o, tecnicamente più bravo), ti preannuncio che  la cosa non sarà sempre piacevole, particolarmente a carriera già avviata,

- se saprai dominare l’orgoglio perché non potrai essere onnisciente e la tua conoscenza andrà di pari di pari passo con la tua esperienza e non cesserai mai di imparare e di studiare, anche quando avrai 20 o 30 anni di esperienza,

- se non avrai paura di sbagliare, ma sarai capace di apprendere dai tuoi errori, perchè questa èla paura più grande che abbiamo tutti noi chirurghi indistintamente, una paura che non ti abbandonerà mai, ma la saprai gestire e dominare, anche se l’ errore rimarrà tatuato nel tuo cervello, per sempre,

- se sarai in grado di lavorare in equipe, confrontandoti soprattutto con quelli spocchiosi o gli insopportabili o, peggio, quelli “ te l’avevo detto io”, mantenendo un atteggiamento franco e deciso, ma pronta a cambiare idea, qualora ti accorgessi che gli “altri”sono migliori,

- se non avrai paura di farti carico delle responsabilità, ma anche essere sufficientemente umile per capire i tuoi limiti,

- se saprai imparare non solo dai colleghi più anziani, ma anche dai più giovani, dagli infermieri, dai gessisti, dagli strumentisti, dai tecnici di radiologia, dai fisioterapisti, dai colleghi di altre specialità e dai “tuoi” malati,
- se saprai far fronte a tutte le scartoffie burocratiche senza perderti d’animo, perchè la maggior parte della medicina attuale si basa solo su una “maledetta” medicina amministrata,

- se saprai barcamenarti con linee guida spesso inutili, scritte da chi la medicina non l’ha mai praticata, ma l’ha solo teorizzata,

- se saprai evitare accuratamente le false proposte di economisti e politici che la medicina la conoscono solo attraverso i dogmi/proclami e non si sono mai “sporcati le mani” sul campo, come noi,

- se il tuo obiettivo sarà ‘fare soldi’, allora scegli un’altra carriera, questa non fa per te e probabilmente la tua strada è un’altra e ti accorgerai che i tuoi amici che guadagnano quanto te, lavorano la metà,

- se saprai trattenere il dolore per la morte di un paziente, avendo la spiacevole sensazione di avere perso qualcosa di grande, di aver perso non un UTENTE ma una PERSONA,

- se avrai il coraggio di abbracciare un paziente o un suo familiare e fare TUO, il SUO dolore,

- se saprai combattere per far valere i tuoi diritti di fronte a decine di persone disposte ad umiliarti, diffamarti, aggredirti, sfruttarti, incolparti ingiustamente,
- se saprai fronteggiare una medicina troppo proceduralizzata e giuridicizzata, con un diritto invadente ed invece assente laddove sarebbe indispensabile,

- se avrai il coraggio e la tenacia di resistere nella tua professione e controdenunciare quei pazienti che ti accusano ingiustamente, preda di falsi messaggi da parte di dubbie associazioni che invitano i pazienti allo scontro contro la nostra categoria, instillando nei pazienti messaggi distorti, volti solo ad arrecare danno a tutti quei nostri colleghi che svolgono quotidianamente il loro lavoro con scienza, coscienza e abnegazione, nonostante mille avversità,

- se saprai affrontare il “ pretium doloris” di una accusa ingiusta senza farti abbattere e reagire, continuando a fare il tuo lavoro “a testa alta , allora e solo allora, Elena potrai essere un MEDICO-CHIRUGO!

Mirka Cocconcelli
Chirurgo Ortopedico 
Socio onorario di obiettivo Ippocrate

PS: Elena si è iscritta a Filosofia!

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Pubblicato in: News, Riflessioni
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