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Screening mammografico, uno studio apre il dibattito sulla sua utilità (da DoctorNews24 del 10 giugno 2017)

England Journal of Medicine, il valore della diagnosi precoce del cancro al seno non è chiaro come può sembrare. Infatti, molti piccoli tumori al seno hanno un’ottima prognosi perché sono intrinsecamente a crescita lenta, e spesso questi tumori non crescono abbastanza da diventare significativi durante la vita di una paziente, per cui un’individuazione precoce potrebbe portare a sovradiagnosi. Al contrario, grandi tumori che causano la maggior parte delle morti spesso crescono così rapidamente che diventano invasivi prima che possano essere rilevati mediante una mammografia di screening. «La nostra analisi spiega come la mammografia causi un eccesso di diagnosi e anche perché non sia sempre efficace nel miglioramento dei risultati per i nostri pazienti» afferma Donald Lannin, della Yale School of Medicine e autore principale dello studio, che poi aggiunge: «E, fatto ancora più importante, mette in dubbio alcune delle nostre convinzioni fondamentali sul valore del rilevamento precoce».

I ricercatori hanno analizzato i tumori invasivi del seno diagnosticati tra il 2001 e il 2013 nel database Surveillance, Epidemiology, and End Results (Seer), divisi in tre gruppi prognostici – favorevole, intermedio e sfavorevole – in base a fattori biologici quali grado, stato del recettore degli estrogeni e stato del recettore del progesterone. Gli autori hanno poi utilizzato il tasso previsto di eccesso di diagnosi del 22% per modellare i tipi di tumori e i range di età delle pazienti che probabilmente rappresentavano la maggior parte delle sovradagnosi, riscontrando che la maggior parte delle diagnosi considerate eccessive si era verificata nelle pazienti anziane con tumori biologicamente favorevoli, a lenta crescita.

«Finora eravamo convinti che il tempo necessario perché un cancro non diventasse problematico per la paziente nella maggior parte dei tumori al seno fosse di circa tre o quattro anni, ma questo lavoro mostra che i tempi variano ampiamente in dipendenza dal tipo di tumore» spiega Lannin che poi precisa: «Una grande parte dei tumori aggressivi mostra un tempo di due anni o meno, mentre un’altra grande parte dei tumori al seno cresce così lentamente che Il tempo arriva a 15 o 20 anni». Gli autori concludono sottolineando l’importanza di rendere nota ai medici, ai pazienti e al pubblico questa informazione sulla natura a crescita molto lenta di alcuni tumori del seno, in modo che vengano preparate opzioni di trattamento personalizzate per evitare i gravi danni di sovra diagnosi, che può provocare un uso inutile di farmaci oltre ad ansia e paura legate a questo tipo di diagnosi.

N Engl J Med. 2017. doi: 10.1056/NEJMsr1613680
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28591529

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Pubblicato in: News
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