4 gennaio 2015 Leggi di più →

Punti di vista: l’arma impropria del certificato di malattia. Il parere del Presidente dell’Ordine.

Qualche anno fa in occasione di uno sciopero a scuola, agli studenti  fu consigliato, sempre in ambito scolastico, di produrre per quel giorno un certificato di malattia al fine di evitare la punzione della sospensione. Mia figlia fu l’unica a non produrlo ma nessun collega era stato informato, all’atto del rilascio in buona fede del certificato di malattia agli altri 20 studenti, del vero motivo della richiesta.

Il certificato di malattia è spesso consigliato per risolvere situazioni complicate per le quali risulta difficile una soluzione.

Si può affermare che a volte il certificato di malattia assurge alla funzione di “ammortizzatore sociale” ?

La casistica è abbondante….

Nel caso dei vigili urbani romani, si può ipotizzare che quasi mille medici di medicina generale siano stati conniventi nel favorire una iniziativa di protesta di massa così come sospettato dalle autorità?

Oppure, si può ipotizzare che ciascun medico, ignaro, in molti casi sia stato portato a credere sulla reale esistenza di un malore passeggero riferito dal suo assistito?

E’ opportuno, in un clima di facile ricorso alla denuncia di presunta malpratica, non credere all’assistito quando riferisce, ad esempio, la presenza di una cefalea che potrebbe rappresentare un sintomo (segno?!)  prodromico di rottura di un aneurisma cerebrale? E ricorrere comunque alla cosiddetta medicina difensiva?

Però, se il medico si accorge di essere stato ingannato, deve ricusare l’assistito……

E’ ipotizzabile, nel caso dei vigili romani, l’attivazione simultanea di quasi un migliaio di medici fiscali per verificare la presenza a domicilio di altrettanti malati nell’arco di una sola giornata? E poi, sono tutti a conoscenza che il medico “fiscale” può modificare la prognosi ma non la diagnosi?

Invece, è realistico prendere in considerazione l’ipotesi, in passato considerata provocatoria, di una penalizzazione di carattere economico nel caso di assenza ripetuta per malattia breve (da 1 a 3 giorni)?

Mi auguro di suscitare, anche sulla base degli altri articoli pubblicati, un utile dibattito e di ricevere su questa problematica il parere dei colleghi “addetti ai lavori”.

Il Presidente

Giovanni Maria Righetti

 

 

 

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Pubblicato in: News
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2 Commenti su "Punti di vista: l’arma impropria del certificato di malattia. Il parere del Presidente dell’Ordine."

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  1. Mariana scrive:

    Propongo l’auto dichiarazione di malattia per i primi 3-5 giorni di compromesso stato di salute del paziente ed eventuali controlli inps a domicilio , onde evitare che il medico di fiducia si trovi a dover giustificare qualunque incombenza Altrui . E ora che, ognuno si prenda le proprie responsabilità e dovute consequenze. Buona Epifania a tutto lo staff dell’Ordine

  2. ENZO P. scrive:

    HO delle perplessità x quanto riguarda la penalizzazione di carattere economico, perchè l’assistito scaltro potrebbe richiedere proroga dei giorni di prognosi per non essere penalizzato.
    Propongo, come convinto da sempre, che per i primi 3 gg .si adotti la
    auto -dichiarazione .

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