2 luglio 2015 Leggi di più →

Pensioni, totalizzazione Inps e ricongiunzione Enpam-Inps per avere miglioramenti (da DoctoreNews33 del 2 luglio 2015)

Come mettere insieme spezzoni di lavoro e relativi contributi? Se lo sono chiesto molti medici dopo l’articolo che ha confrontato le età pensionabili Enpam e Inps. Alcuni sono contribuenti ai vari fondi dell’Enpam, altri sono stati medici convenzionati e ora sono dipendenti o viceversa. I due casi sono differenti tra loro, nel primo si opta semplicemente tra una pensione ottenuta su un solo fondo e la possibilità di far media con le contribuzioni di altri fondi; nel secondo caso entrano in gioco due istituti, ricongiunzione e totalizzazione.

Medico solo Enpam – Il Dottor Rossi nel 1991 ha effettuato sostituzioni per poche ore settimanali e a mesi alterni nella medicina generale. Dal ’92 è convenzionato nella medicina dei servizi a tempo indeterminato per 6 ore settimanali che negli anni passano a 38. Dodici anni dopo transita alla specialistica ambulatoriale. «In questo caso l’anzianità contributiva risale al 1991 e può essere considerato ogni periodo lavorato poiché ogni versamento all’Enpam accende una posizione previdenziale che da anzianità contributiva presso l’ente dei medici. Ma attenzione – spiega Marco Perelli Ercolini vicepresidente Federazione sanitari pensionati e vedove Federspev – riunire brevi periodi in alcuni casi può essere svantaggioso. Infatti il calcolo previdenziale avviene sulla media delle contribuzioni annuali, talora comprensive di anni con scarsa contribuzione e con dei vuoti contributivi che alla fine possono produrre un rendimento inferiore.

Medico transitato all’Inps – Un secondo medico laureato nel 1996, accumula spezzoni con contratti a termine da medico dei servizi, dal 2000 al 2008 lavora nel 118 come convenzionato per la medicina generale contribuendo all’Enpam, dal 2009 passa a dipendenza con versamenti a Inpdap-Inps. «In questo caso il medico, una volta raggiunta l’età pensionabile, se ha almeno 15 anni complessivi di contribuzione all’Enpam (esclusa la quota A), può avvalersi dei contributi versati all’ente. In alternativa può avvalersi della ricongiunzione».

Di che cosa si tratta? «I medici devono familiarizzare con due istituti: la ricongiunzione o la totalizzazione. In ambito sia Enpam sia Inps, la ricongiunzione consente di riunire periodi contributivi maturati presso i due enti allo scopo di ottenere una sola pensione e la domanda può essere presentata in qualsiasi momento prima del pensionamento, ma spesso la procedura è onerosa. Con la totalizzazione, solo in ambito Inps, è possibile aggregare le contribuzioni versate in brevi periodi di lavoro, e senza oneri aggiuntivi, ma solo se si è arrivati all’età della pensione di vecchiaia con tutti i requisiti; la domanda va fatta subito prima di andare in pensione e ogni ente paga la sua quota in relazione alla contribuzione che è stata versata».

Perché l’età pensionabile è diversa tra uomini e donne all’Inps e non lo è all’Enpam? «Inps ed Enpam sono due enti previdenziali distinti, indipendenti e ciascuno con una sua normativa regolamentare. Mai l’Enpam – sottolinea Perelli- ha fatto distinzioni tra uomo o donna ed è stato il primo ente previdenziale ad istituire la reversibilità al coniuge uomo superstite di donna defunta. Presso l’Enpam inoltre non opera la decurtazione delle pensioni di reversibilità agganciate al reddito del coniuge superstite; la reversibilità al coniuge superstite è di 10 punti superiore rispetto a quella erogata dall’Inps o ex Inpdap».

Mauro Miserendino

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Pubblicato in: News
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