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Pensioni, per quota 100 ecco come procedere per domanda (da Doctor 33 del 31 gennaio 2019)

Non occorre far domanda subito se si è interessati a fruire di Quota 100, la chance pensionistica che interessa i lavoratori d’ambito Inps tra cui i medici dipendenti. Meglio riflettere un attimo, anzi. Il perché lo spiega il segretario Cosmed Giorgio Cavallero, con Elisa Petrone, segretario generale Fedir, e Claudio Testuzza, esperto previdenziale di estrazione Anaao Assomed in un comunicato-articolo. La nuova chance pensionistica concede a chi abbia maturato entro il 29/1 almeno 62 anni d’età e, insieme, 38 anni di contribuzione di far richiesta sul sito Inps: se dipendente pubblico, potrà ricevere la pensione dal 1° agosto 2019. Chi tarda, slitta di un mese: infatti, a chi matura il doppio requisito dopo il 29 gennaio 2019 la pensione verrà erogata 6 mesi dopo. Di fatto per i dipendenti pubblici esiste una finestra di 6 mesi tra la maturazione dei requisiti e l’erogazione dell’assegno. In tale periodo si può lavorare o meno. Va però ricordato che chi si pensiona con quota 100, a differenza di chi andrà in pensione con le regole Fornero -anche conteggiando il cumulo- non può svolgere attività lavorativa dal momento del percepimento della pensione e fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia oggi fissata a 67 anni. Sono ammesse solo attività di lavoro autonomo occasionale fino a 5000 euro lordi annui. 

Inoltre l’anticipo pensionistico con quota 100, al pari del pensionamento utilizzando il cumulo, non anticipa la liquidazione: quest’ultima sarà corrisposta a rate a decorrere da 12 mesi a partire dall’età di vecchiaia: prima rata fino a 50.000 euro a 68 anni, eventuale seconda rata fino a ulteriori 50.000 euro a 69 anni, rata con la parte restante a 70 anni. «Sullo scadenziario saranno necessari ulteriori approfondimenti in considerazione dell’iter parlamentare in atto», scrivono gli autori, e ricordano che «da molti mesi gli iscritti alle sigle aderenti Cosmed (Anaao-Assomed, Aaroi-Emac, Fvm, Fedirets, Anmi Assomed-Sivemp Fpm, Aiic) dispongono di convenzione bancaria a tassi agevolati – attualmente il tasso fisso è pari al 1%- che consente l’anticipo fino a 54 mesi di tutto il trattamento di fine servizio-Tfs. Il governo invece prevede l’anticipazione bancaria ma solo fino a 30 mila euro ad un tasso fa definire e con benefici fiscali solo per le liquidazioni fino a 50 mila euro». 

Gli autori aggiungono che, in assenza di circolare applicativa Inps e data la vicinanza tra pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (28/1) ed entrata in vigore (29/1) a ridosso della prima scadenza utile del 31/1 la richiesta di pensionamento a quota 100 diventa conveniente solo per chi nel pubblico impiego (scuola e sicurezza escluse) «voglia godere la pensione alla prima data utile cioè al 1 agosto 2019. Chi non abbia una simile urgenza dovrebbe ponderare bene costi e benefici della quota 100 anche comparandola con altre opportunità. Una scelta ponderata può giustificare il differimento di un mese evitando decisioni affrettate». Altra avvertenza, trattandosi di un decreto legge in fase di conversione entro 60 giorni, non sono escluse modifiche in meglio o in peggio. Tutti argomenti che possono smuovere chi non ne può più e suggerire una prudente attesa agli altri. Cavallero, Petrone e Testuzza ribadiscono intanto «due dati fondamentali: non è un diritto soggettivo del dipendente ritirare la domanda di pensione inoltrata ma è una facoltà esclusiva del datore di lavoro o dell’Amministrazione concedere il ritiro. Inoltre, il diritto a quota 100 è esteso a tutti coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2021 anche se intendono andare in pensione successivamente. Quindi c’è tempo». 


Mauro Miserendino

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Pubblicato in: News, Previdenza Fisco
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