27 settembre 2015 Leggi di più →

Pensioni medici, gli effetti della nuova disciplina a partire dal 2016 (da DoctorNews33 del 26 settembre 2015)

Rossi è medico di base nato il 1° luglio 1949, Bianchi è dirigente ospedaliero 1° dicembre 1949, cinque mesi esatti di differenza. Nel 2016 Bianchi andrà in pensione in estate, teoricamente lo stesso giorno di Rossi. Fossero nati ciascuno tre mesi prima, Rossi avrebbe salutato i pazienti a ottobre e Bianchi entro fine anno. La dottoressa Verdi lavora in una clinica privata ed essendo del maggio 1952 manca per un soffio l’età pensionabile quest’anno ma non li potrà seguire l’anno prossimo bensì nel 1917. Abbiamo tradotto per un attimo la teoria in realtà, molti sono i fattori contingenti che rendono lo scenario descritto verosimile ma non vero, a partire dal fatto che la legge Fornero per i medici ospedalieri “dirigenti” prevede la pensione a 65 anni, introducendo un ulteriore elemento. Tuttavia vanno in tal senso gli effetti -diretti ed indiretti – della nuova disciplina sulle principali categorie di medici. In tema di pensione di vecchiaia per il 2016 si profila uno scalone molto alto per i “camici in rosa”; ma tutta la disciplina cambia secondo l’ente erogatore, il sesso e il rapporto di lavoro (pubblico o privato). Per i medici convenzionati e liberi professionisti il limite minimo fissato dall’Enpam l’anno prossimo passerà da 66 anni e 6 mesi a 67 anni. Andrà avanti di 6 mesi in 6 mesi fino ai 68 anni del 2018. Per i medici dipendenti in ambito Inps-Inpdap la variazione ha connotati diversi: quest’anno gli uomini vanno in pensione a 66 anni e 3 mesi sia in ambito pubblico che privato, mentre le donne escono a 63 anni e 9 mesi se dipendenti private e a 64 anni e 9 mesi se dipendenti pubbliche; l’anno prossimo gli uomini dovranno aspettare altri 4 mesi (cioè se ne potranno andare a 66 anni e 7 mesi) mentre per le donne c’è un salto di un anno e dieci mesi se dipendenti private, che quindi potranno salutare a 65 anni e 7 mesi, e di un anno e quattro mesi se dipendenti pubbliche, con addio a 66 anni e un mese. Nel 2017 i livelli resteranno invariati, mentre dal 2018 tutti – uomini e donne, pubblici e privati – andranno via a 66 anni e 7 mesi salvo il Governo non ci metta mano. Cambiano le regole anche per la pensione di anzianità che ora si chiama “anticipata”. In ambito Enpam – medici convenzionati e liberi professionisti – se quest’anno si poteva andare via senza penalizzazioni a 60 anni e 6 mesi con 35 anni di contribuzione effettiva, a parità di annualità contributive l’anno prossimo ci vorranno sei mesi in più d’età. Nel pubblico invece la riforma Fornero prevede salgano sia gli anni di contribuzione sia quelli d’età. Quest’anno un medico dipendente poteva andare via a 63 anni e 3 mesi con minimo 42 anni e 6 mesi di contributi; l’anno prossimo per andarsene via si dovranno avere sia quattro mesi in più d’età sia quattro mesi in più di contributi. Alle donne a parità d’età erano richiesti 41 anni e 6 mesi, e anche qui nel 2016 saranno chiesti quattro mesi in più sia di contributi sia d’età.

Mauro Miserendino

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Pubblicato in: News, Previdenza Fisco
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