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Pensioni, in corsia ecco quota 100. Per Mmg domanda entro gennaio per aumentare assegno (da Doctor 33 del 19 gennaio 2019)

Da “oggi” pensione più facile ma non troppo, con start a 62 anni, per i medici dipendenti. Ma quota 62 è anche il minimo per pensionarsi in Enpam, dove il limite d’anzianità libero professionale è 68 anni. La domanda che accomuna medici Inps ed Enpam è: come fare ad avere un assegno decente? Uscire prima servirà a poco. Il decreto legge varato dal governo che contempla anche il reddito di cittadinanza e che prevede quest’anno -invece di andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età gli uomini e 3 mesi meno le donne purché con 20 anni di contributi -un’uscita già possibile a 62 anni di età e 38 di contributi non consente il cumulo del reddito da pensione con altri redditi libero-professionali oltre 5 mila euro, e pur non presentando penalizzazioni rispetto a chi va via con i requisiti di vecchiaia o di anzianità (42 anni e 10 mesi gli uomini e un anno meno le donne) offre un assegno più magro tra il 5 e il 30% a seconda dei casi. Ci sono, per inciso, differenze di trattamento tra i lavoratori pubblici e privati: nel privato chi ha maturato i diritti entro il 2018 potrà andare via dal 1° aprile mentre chi li matura dal 1° gennaio 2019 potrà pensionarsi 3 mesi dopo; nel pubblico chi ha maturato i diritti entro il 2018 potrà andare via da agosto, chi li matura nel 2019 uscirà 6 mesi dopo il compleanno e subito potrà riscattare il trattamento di fine servizio. Tutti i pensionandi potranno cumulare contributi di più gestioni se una delle interessate è l’Inps.

E le casse private come l’Enpam? Non risultano interessate, come ha ribadito il presidente Enpam Alberto Oliveti, né a quota 100 né ai prelievi sulle pensioni o sull’adeguamento inflattivo di queste. Chi vi contribuisce e può farlo ha però una marcia in più per incrementare la pensione. In particolare, tra i camici che versano ai fondi speciali, i medici di medicina generaleentro il 31 gennaiopossono chiedere all’Asl o alle Asl per cui lavorano di aumentare da 1 a 5 punti percentuali l’aliquota contributiva al loro Fondo, quest’anno al 21% (metà in pratica a carico Asl, e al 20 per i pediatri, al 29 per gli specialisti ambulatoriali e al 29,50 per i medici dei servizi) così da conseguire una quota di pensione ulteriore. Quota che, se non si revoca (sempre entro gennaio di ogni anno), è confermata gli anni dopo. Per “medicina generale” si intendono non solo assistenza primaria e continuità assistenziale ma anche, oltre alle altre categorie citate, i medici dell’emergenza. E all’incremento dell’aliquota sono interessati pure gli specialisti “convenzionati esterni ad personam”. La domanda per tutte le categorie tranne l’ultima va fatta prima all’Enpam via fax (06-48294922) o per raccomandata A/R alla Fondazione-Dipartimento Previdenza-Servizio Contributi Attività Ispettiva – Ufficio Riscossione Fondi Speciali -Piazza Vittorio Emanuele II 78-00185 Roma. E contestualmente va fatta all’Asl. Il consiglio, per saperne di più, è rivolgersi al numero dedicato 0648294829 osat@enpam.it.

Per i liberi professionisti ci sono altre strade per rinforzare l’assegno. Una è il riscatto dei periodi di contribuzione non coperti (leva, laurea, specializzazione, periodo ante 1990 per i medici e ante 1995 per gli odontoiatri) o di sospensione dell’attività in convenzione. La domanda si fa online nella propria area riservata e il versamento (unica soluzione o rate semestrali) è tutto deducibile ma ci vogliono 10 anni di anzianità contributiva e non bisogna aver compiuto l’età pensionabile né aver fatto domanda di pensione d’invalidità. Accresce invece solo l’entità della pensione e non l’anzianità contributiva l’allineamento, riscatto che allinea i contributi già pagati alla quota più alta in modo da dare più soldi in assegno. Si fa anche qui in costanza di lavoro, con anzianità contributiva di 5 anni, e se si è ancora attivi sul fondo, versando tutto subito o in rate semestrali a giugno e dicembre. Terza opzione è contribuire alla previdenza complementare: Fondosanità, il fondo chiuso riservato ai lavoratori del settore consente di dedurre fino a oltre 5 mila euro e punta anche quest’anno a una bella performance nelle gestioni proposte a seconda della propensione al rischio dell’iscritto.

Mauro Miserendino

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Pubblicato in: News, Previdenza Fisco
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