Adnkronos, 16 ottobre 2009
Santa Margherita di Pula, 16 ott. (dall'inviata dell'Adnkronos Salute Raffaella Ammirati)
I medici di famiglia italiani sono sempre più 'vecchi'. Gli under 40 sono appena 234 su un totale di 43.985 camici bianchi del settore. Ben 36.504 hanno tra i 46 e i 60 anni, mentre 5.509 hanno tra i 60 e i 70 anni. In compenso, si contano solo 4 'enfant prodige' tra i 28 e i 30 anni che sono riusciti ad inserirsi in tempi record nella professione per la quale, dopo la laurea, sono necessari 5 anni di formazione ad hoc. E' una categoria dai capelli grigi quella che si delinea dai dati dell'ente di previdenza dei camici bianchi, l'Enpam, sui medici di medicina generale ancora in attività. "La maggior parte dei medici di famiglia è in età matura", ammette Giacomo Milillo segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), a margine del congresso del sindacato in corso a Santa Margherita di Pula (Cagliari). Un fenomeno ben chiaro che, se non affrontato in tempo con una programmazione, a livello di formazione universitaria e di organizzazione del lavoro medico, "entro 10 anni potrebbe avere effetti pesanti - avverte Milillo - con una serie difficoltà nel 'ricambio' dei professionisti".Oggi i medici di famiglia "non mancano", secondo il leader della Fimmg, ma il futuro è una scommessa. "Attualmente le università non riescono a garantire la formazione che serve", aggiunge Milillo, sottolineando che bisogna lavorare per una programmazione globale, attenta e mirata della formazione "sia del numero dei laureati in medicina sia degli specializzati nelle diverse discipline". Non è detto però che serva sempre formare più medici. Almeno per quanto riguarda quelli di famiglia, che pure nel prossimo futuro dovranno sempre di più gestire l'assistenza sul territorio, occupandosi anche di tanti pazienti che oggi vengono curati in ospedale e lavorando in equipe. "E' anche un problema di organizzazione - precisa Milillo - per potenziare l'assistenza primaria non servono più camici bianchi. Con gli stessi medici, o addirittura con meno, si può offrire l'assistenza adeguata se c'è supporto di altri operatori che permettono ai professionisti di concentrarsi sulla loro attività senza essere distratti da altri compiti, come per esempio quelli di segreteria o le prestazioni che possono essere svolte da un infermiere". Risposte di assistenza più adeguate per i pazienti potranno essere offerte anche grazie al lavoro in associazione, su cui l'assistenza territoriale in Italia si strutturerà sempre di più nei prossimi anni.