Flavio Demin e Giovanni Paletta
FLAVIO DEMIN (31.07.1963 - 11.10.2008)
Flavio Demin ci ha lasciati.

La foto di Flavio all'epoca dell'Iscrizione all'Ordine
di Latina avvenuta il 10 febbraio 1994
Ha lasciato increduli chi ha avuto la gioia, la fortuna di conoscerlo e stimarlo come amico, come collega, come medico.
Dopo la brillante laurea in Medicina presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Flavio che era stato responsabile nazionale dell’Azione Cattolica Ragazzi era fiero di aver studiato in quell’Università), entrò a pieno merito alla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive dell’Università di Tor Vergata diretta dal Prof. Giovanni Rocchi.
Sempre disponibile, sempre sorridente, sempre disposto ad ascoltare tutti.
Era entrato talmente in simbiosi con il Suo Direttore, che ne aveva assunto gli atteggiamenti, il modo di porsi, il modo di affrontare i problemi.
Dopo la Specializzazione aveva lavorato al Pronto Soccorso dell’aeroporto di Fiumicino e poi nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Verbania.
Qualche anno fa aveva coronato il suo sogno di lavorare con il Prof. Rocchi, vincendo il concorso per ricercatore a Tor Vergata.
La beffa ha voluto che Flavio, eccezionale medico infettivologo, colpito da sepsi improvvisa (ed ancora inspiegabile) l’11 ottobre cessasse di vivere.
Ciao Flavio, chi ti ha conosciuto non potrà mai dimenticarti.
Eugenio Saputo
GIOVANNI PALETTA (23.01.1925 - 31.08.2008)
Giovanni Paletta è stato a lungo primario ortopedico all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina.

La foto di Giovanni all'epoca dell'iscrizione all'Ordine
di Latina avvenuta il 24 gennaio 1953
E’ stato lui ad inaugurare questa attività specialistica nell’ospedale pubblico del capoluogo pontino e lo ha fatto partendo dall’esperienza maturata in chirurgia generale e, prima ancora, come medico di famiglia.
E’ riuscito, curando con dedizione molte migliaia di pazienti, a rendere l’ospedale del nostro capoluogo un posto affidabile per l’ortopedia e la traumatologia.
In particolare è stato attraverso l’esercizio di quest’ultima branca, fondamentale in un ospedale generale di zona, che ha potuto salvare vite umane.
Affatto diplomatico, a volte burbero, non ha mai suscitato le simpatie della dirigenza ospedaliera, né quelle dei sindacati o dei politici locali.
Instancabile lavoratore, passava molte ore in sala operatoria senza trascurare la gestione del reparto dove sapeva si doveva consolidare il successo dell’intervento chirurgico.
Per questo è stato sempre particolarmente attento alle misure igieniche che servono a prevenire le pericolose infezioni che compromettono il lavoro svolto in sala operatoria.
Per anni, con l’aiuto della sua equipe, ha brillantemente sostenuto la concorrenza dell’istituto specialistico ortopedico e traumatologico sorto nella nostra città.
Ebbe l’esperienza amara di essere pesantemente messo sotto accusa dalla stampa locale per l’amputazione dell’arto di un giovane uomo; e quando anni dopo fu pienamente prosciolto dalle accuse, nessun giornalista si degnò di menzionare più il fatto.
Quando è andato in pensione, il Professore Pasquale-Lasagni lo invitò a “lavorare con la concorrenza”; Giovanni per rispetto del ruolo che aveva ricoperto rifiutò.
Personalmente restai ammirato quando, anche recentemente, mi capitò di osservarlo eseguire in modo meticoloso e accurato l’esame obiettivo che gli consentiva, in piena epoca di sofisticate tecnologie di diagnostica per immagine, di formulare diagnosi cliniche molto circostanziate.
Lo ricordo con affetto e con rimpianto che sono accresciuti dalla convinzione che Giovanni ha fatto molto per i suoi pazienti e per la città di Latina.
Alberto Pacchiarotti