1. Sono un cittadino comunitario disoccupato, da tre mesi iscritto all’ufficio del lavoro: posso avere l’assistenza sanitaria?
Sì se hai già lavorato in Italia con regolare contratto di lavoro e se eri già iscritto al SSN.
Se il precedente contratto aveva validità inferiore ad un anno il diritto all’assistenza sanitaria è garantito per un anno.
2. Sono extracomunitaria incinta e clandestina, ho diritto all’assistenza sanitaria?
Hai diritto a richiedere il permesso di soggiorno per gravidanza che sarà valido per tutto il periodo di gravidanza fino a sei mesi di età del bambino. Questo permesso di soggiorno ti darà il diritto all’iscrizione al SSN per te e per il bambino per il periodo di validità dello stesso; si ottiene portando in questura un certificato medico che attesti il mese di gestazione e la presunta epoca del parto.
3. Sono extracomunitaria, clandestina, convivo con un italiano e sono incinta: il mio bambino sarà anche lui clandestino? Avrà diritto ad avere un pediatra?
Per il periodo di gravidanza puoi chiedere il permesso di soggiorno per gravidanza, valido fino a sei mesi di età del bambino, che darà il diritto, per lo stesso periodo, a te ed al tuo bambino all’assistenza sanitaria. In seguito, potrai rivolgerti ai Consultori Familiari per visite e vaccinazioni. Se il bambino alla nascita verrà riconosciuto dal padre sarà a tutti gli effetti cittadino italiano e questo ti darà diritto all’iscrizione illimitata al SSN.
4. Sono una cittadina comunitaria, non ho un contratto di lavoro, ho diritto all’assistenza sanitaria?
Ai sensi del D.lgs 30/2007 se non hai regolare contratto di lavoro non hai diritto all’iscrizione al SSN. Se la tua permanenza in Italia sarà inferiore ai tre mesi l’assistenza sanitaria ti è garantita con la TEAM ( Tessera Sanitaria Europea) rilasciata dal tuo paese; se la tua permanenza è superiore ai tre mesi dovrai munirti di assicurazione privata che copra tutte le eventuali spese sanitarie.
5. Sono straniera incinta, a chi mi posso rivolgere?
Puoi rivolgerti direttamente ai consultori familiari o ad uno degli ambulatori per stranieri presenti in provincia ( Latina Aprilia Pontinia Sabaudia Terracina)
6.Sono comunitaria incinta e non ho mai avuto un contratto di lavoro: è vero che non ho diritto all’assistenza sanitaria?
Se non hai mai avuto un contratto di lavoro non hai diritto all’iscrizione al SSN, puoi rivolgerti ai consultori familiari aziendali per le visite ostetriche.
Tutte le donne immigrate in gravidanza hanno diritto gratuitamente, presso le strutture pubbliche e quelle private accreditate, alle analisi cliniche e di laboratorio, alle visite specialistiche, ai corsi di preparazione alla nascita, ai ricoveri per il parto ed alle cure per eventuali conseguenti malattie.
7. Sono clandestina incinta, non posso mantenere il bambino e non voglio abortire: che posso fare?
Tutte le donne, italiane e straniere, hanno diritto a non riconoscere il figlio appena nato. Questo non è considerato reato, e l’anonimato è assicurato in modo assoluto: ci si può ricoverare non dichiarando il nome. Prima del parto la donna dovrà specificare che non intende riconoscere il neonato. Il bambino verrà dato in affido ad una famiglia che se ne prenderà cura.
Tutte le - donne italiane e straniere - anche non in regola con il permesso di soggiorno o clandestine, possono ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) entro 90 giorni di gestazione presso le strutture pubbliche. Ci si può rivolgere ad un Consultorio familiare per le indicazioni necessarie. Anche in questo caso l’anonimato è garantito.
Le donne immigrate in possesso di carta di soggiorno che non beneficiano di tutela economica della maternità, hanno diritto ad un assegno di maternità per un periodo di 6 mesi dopo la nascita del figlio, da richiedere ai Servizi Sociali del Comune.