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Facciamo il punto sulla PEC degli Iscritti dell’Ordine dei Medici di Latina

E’ stata effettuata una ricognizione degli iscritti dotati di PEC.

Alla data odierna, 30 luglio 2015, risultano essere in 797  e cioè il 26,7% di tutti gli iscritti  (797/2977 ).

Da rilevare però che 115 PEC non risultano attive e cioè il 14,4 % di tutte le PEC registrate nella banca dati dell’Ordine (115/797).

Questi dati sono in linea con quelli rilevati nella popolazione medica italiana.

A tale proposito riportiamo un articolo sull’argomento pubblicato il 2 aprile 2014.

Posta elettronica certificata, medici e dentisti disattendono la norma. Solo il 27% ha comunicato il proprio indirizzo all’Ordine.

Dal 29 novembre 2009 tutti gli iscritti ad un Ordine professionale, quindi anche medici e dentisti, hanno l’obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e comunicare l’indirizzo al proprio Ordine che a sua volta lo renderà pubblico inserendolo nella banca dati del Ministero dello Sviluppo Economico (INI-PEC).
L’intenzione del legislatore, con l’introduzione dell’obbligo della PEC, è stato quello di snellire la burocrazia introducendo un sistema che consenta di inviare in formato elettronico comunicazioni e documenti e di tracciare, certificando, l’invio e l’avvenuta consegna.
In sostanza una raccomandata con ricevuta di ritorno in formato elettronico.

A 5 anni dall’introduzione dell’obbligo sono ancora moltissimi i medici ed gli odontoiatri che non hanno comunicato l’indirizzo della propria casella PEC all’Ordine.
Stando ad una nostra ricerca effettuata analizzando i dati forniti dal CED FNOMCeO, al 31 dicembre 2013 erano 106.924 gli iscritti (medici e dentisti) alle varie OMCeO che avevano comunicato il proprio indirizzo PEC: ovvero il 27,8% degli iscritti.
Di questi 73.815 sono medici, il 20,85% degli iscritti (353.957) al proprio Albo.

“I numeri evidenziano certamente una carenza, e questo nonostante come Federazione da sempre cerchiamo di sensibilizzare gli iscritti verso questo obbligo”, ci dice il segretario FNOMCeO Luigi Conte ricordando come la Federazione e le singole OMCeO abbiano attivato convenzioni con aziende che gestiscono la posta certificata o addirittura abbiano regalato un casella PEC agli scritti. Anche se il costo di una casella PEC, circa 5 euro all’anno, non è certamente proibitivo.
“Il fatto che non vi sia una sanzione non ha incentivato gli iscritti a dotarsi di un indirizzo PEC”, continua Conte. “Poi, molti colleghi l’hanno attivata ma non la comunicano per vari motivi. Tra questi il rischio di essere portati in giudizio per inadempienza. Siccome gli indirizzi PEC dei professionisti sono pubblici, un paziente, per esempio, potrebbe richiedere al medico tramite PEC una visita domiciliare urgente. Se il medico non la effettua perché non ha la possibilità di guardare con assiduità la propria casella di posta, può subire una denuncia. Questa era una delle criticità che come Federazione avevamo indicato al legislatore”.

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato in: News
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