15 maggio 2019 Leggi di più →

Ecm, Anelli (Fnomceo) a “Striscia”: sanzioni nel 2020 per chi è in deficit di crediti. Il punto della situazione (da Doctor33 del 15 maggio 2019)

Le sanzioni per chi non si aggiorna con l’Ecm ci saranno dal 2020. Lo conferma il Presidente Fnomceo Filippo Anelli ai microfoni di Striscia la notizia, il Tg satirico di Canale 5.
I medici che entro il 2020 non hanno conseguito il fabbisogno formativo potranno essere destinatari di provvedimenti come ammonimento, censura, sospensione.
«Ma teniamo conto che i colleghi sono sottoposti a stress lavorativo e che ci sono stati tagli alla formazione; i medici negli ospedali – ha aggiunto il presidente Fnomceo – continuano a fare 1,5 milioni di ore in più per un valore di mezzo miliardo di euro», e in molti casi anche a discapito delle ore di formazione.
Il servizio affonda le radici nell’articolo di Doctor 33 del 2 maggio, a seguito della prima sospensione (3 mesi) comminata da un Ordine, ad Aosta, a un Odontoiatra e poi confermata dalla Commissione Esercenti Arti e Professioni Sanitarie.
Dal 2002 tutti i professionisti devono aggiornarsi, recita l’inviato di Striscia Moreno Morello, e ricorda come l’obbligo di conseguire 150 crediti di fabbisogno formativo sia stato raggiunto solo da un medico su due alla fine del triennio 2014-2016.
Dunque, c’è stata una proroga della chance di conseguire i crediti nel triennio 2016-19 ma a questo punto a dicembre i medici dovranno avere 300 crediti, ricorda Morello.
Tutti li raggiungeranno?
Al momento -ricorda Striscia- secondo i dati riportati da alcuni media ci sarebbero 4 medici su 10 a rischio sanzioni.
Ma Anelli ribatte che «non è un dato vero, andrà corretto, la percentuale di medici aggiornati dovrebbe essere l’80 % degli iscritti all’Albo. Consulcesi, pool di legali che è attivo anche nella formazione continua, prende atto della replica di Anelli, e pone tre problemi.
Primo, le associazioni dei pazienti «chiedono a gran voce piena trasparenza sul percorso formativo dei professionisti a cui affidano la loro salute».
Secondo, «poter certificare l’adempimento dell’obbligo costituisce una chiave di volta nel contenzioso medico-paziente e un requisito sempre più essenziale per abbattere i premi assicurativi».
In altre parole, chi non si aggiorna è esposto anche dal punto di vista assicurativo in caso debba tutelarsi in contenziosi per presunta malpractice.
Terzo, anche per adeguarsi al quadro sanzionatorio mutato, si evoca «un intervento legislativo che restituisca al sistema Ecm credibilità e trasparenza, offrendo ai medici gli strumenti più adatti per aggiornare le loro competenze» con riguardo in particolare alla Formazione a distanza (Fad) «per superare le oggettive difficoltà legate a tempi e costi della formazione».

La chance di ovviare nell’attuale triennio formativo ad eventuali ammanchi di crediti del triennio precedente è prevista per tutte le professioni sanitarie da una determina della Commissione Nazionale Formazione Continua dello scorso autunno.

Nel provvedimento si ribadisce che nella realtà il fabbisogno di crediti non è 150 in 3 anni ma dipende dalle situazioni contingenti e personali che, in base a una precedente delibera del 2016, si traducono in esoneri (per gli specializzandi), esenzioni, altre riduzioni.

Secondo la stessa determina, possono essere destinate al recupero del debito 2014-16 anche partecipazioni ad eventi già acquisite per questo triennio sul portale Cogeaps ed è permesso raddoppiare la percentuale di crediti acquisibili con autoformazione, dal 10 al 20% di tutto il fabbisogno del triennio 2017-19.

La stessa delibera chiarisce che per i professionisti abilitati ma non ancora autorizzati ad esercitare -ad esempio chi si trasferisce dall’estero – l’obbligo formativo decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di iscrizione all’Ordine.

Mauro Miserendino

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Pubblicato in: ECM, News
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