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Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Latina
Ente di Diritto Pubblico non economico, Organo ausiliario dello Stato |
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PROGETTI INNOVATIVI 2010 - 2011 |


Tutti i Colleghi che hanno diretto l’Ordine nel corso degli ultimi sessanta anni. A cura di Roberto Lucchesi e Giovanni Maria Righetti
Questa breve presentazione, volutamente priva di commenti, ha voluto ricordare tutti quei Colleghi che, nel corso di oltre sessant’anni, hanno rappresentato la Categoria nella nostra provincia. Con diversi stili e alterne fortune hanno sicuramente dato qualcosa con discrezione, umiltà e senza clamori. A tutti coloro che hanno contribuito alla crescita dell’Ordine rivolgiamo un sentito ringraziamento, soprattutto a chi, non più tra noi, rimarrà nei ricordi di queste pagine.
Preleva il documento in formato pdf ( 2,8Mb)
Gli Organi Istituzionali dell’Ordine. Una carrellata storica dal 1945 al 2008
CLICCA QUI
Consiglio Direttivo
Giovanni Maria Righetti Presidente
Mario Cavallini Vice Presidente
Pasquale Milo Segretario
Mari Teresa Nardoni Tesoriere
Nadia Bonfiglio Consigliere
Giuseppina Carreca Consigliere
Elisa Forte Consigliere
Silverio Guarino Consigliere
Gerardo Lanza Consigliere
Mario Mellacina Consigliere
Antonio Orgera Consigliere
Alberto Pacchiarotti Consigliere
Aldo Pastore Consigliere
Agostino Rocco Consigliere (Odontoiatra)
Giuseppe Rovacchi Consigliere
Eugenio Saputo Consigliere
Luigi Stamegna Consigliere (Odontoiatra)
Collegio dei Revisori dei Conti
Modestino De Marinis Presidente
Gaetano De Feo Componente Effettivo
Giuseppe Dei Giudici Componente Effettivo
Lucia Trimarchi Componente Supplente
Commissione Albo Odontoiatri
Luigi Stamegna Presidente
Mario Bellardini Componente
Luca Gioia Componente
Davide Leone Componente
Agostino Rocco Componente
Formulario atti FNOMCeO - 7 marzo 2008
Commissione Centrale Esercenti Professioni Sanitarie - massimari dal 1951 al 2007
I documenti che sono riprodotti in questa sezione descrivono la storia di una iniziativa sperimentale in corso di svolgimento nel 2008: l’utilizzazione delle tecniche di programmazione per lo svolgimento, guidato e controllato, di progetti innovativi, finalizzati a tradurre gli indirizzi strategici deliberati dal Consiglio Direttivo dell’Ordine ed avallati dall’Assemblea degli iscritti, e la ripartizione delle spese dell’Ordine, non solo secondo le consuete voci del bilancio di previsione e del conto consuntivo, ma anche secondo “centri di costo” riferiti alle funzioni ordinarie dell’Ordine e, all’interno delle singole funzioni, ai “progetti innovativi” di cui è stata deliberata l’attuazione sperimentale di tipo programmatorio. 6 ottobre 2007
Proposta di progetto sulle pratiche mediche non convenzionali presentata dal Consigliere Aldo Pastore
26 ottobre 2007
Esempio pilota di progetto programmato per centro di costo: "medicine non convenzionali" rielaborato dalla proposta iniziale del Consigliere Aldo Pastore
26 ottobre 2007
Deliberazione n.10/163 - Individuazione macro attività anno 2008 e relativa programmazione progetti per centri di costo - Incarico di consulenza Dr. Sergio Paderni periodo ottobre - dicembre 2007
19 dicembre 2007
Disciplinare tecnico della sperimentazione
28 dicembre 2007
Deliberazione n.13/230 - Gestione delle attività anno 2008 per obiettivi programmati e centri di costo
28 dicembre 2007
Progetto A01 - "CENTRI DI COSTO - Sperimentazione bilancio per centri di costo e per obiettivi programmati"
28 dicembre 2007
Linee programmatiche 2006 - 2008 ("Il libro dei desideri")
1 marzo 2008
Deliberazione n.02/032
Attività per obiettivi programmati - Progetti anno 2008
1 marzo 2008
Il "Libro dei Progetti 2008"
28 maggio 2008
Dr. Sergio Paderni
"Comparazione costi - benefici tra modalità alternative di diffusione delle acquisizioni dei progetti"
Gli eletti e le cariche
Presidente
Giovanni Maria Righetti
Vice Presidente
Mario Cavallini
Segretario
Pasquale Milo
Tesoriere
Maria Teresa Nardoni
Consiglieri
Giacomo Bonelli
Nadia Bonfiglio
Alfredo Caradonna
Gaetano Dinia
Silverio Guarino
Gerardo Lanza
Alberto Pacchiarotti
Aldo Pastore
Luisa Pisani
Giuseppe Rovacchi
Alessandro Sparagna
Luigi Stamegna (Odontoiatra)
Giovanni Visca (Odontoiatra)
Presidente
Eugenio Saputo
Membri effettivi
Erminia Ammendola
Roberto Lucchesi
Membro supplente
Ivana Marchetti
Presidente
Luigi Stamegna
Componenti
Luca Gioia
Davide Leone
Agostino Rocco
Giovanni Visca
Servizio consulenza agli iscritti per le polizze
| Allegato |
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La gestione informatica dei flussi documentali nelle pubbliche amministrazioni è uno strumento fondamentale all'interno del più generale processo di progettazione e sviluppo di sistemi informativi automatizzati e assume un ruolo strategico per sostenere una politica di miglioramento dei servizi, di trasparenza dell'azione amministrativa e di contenimento dei costi. Si propone in quest'area un panorama della legislazione vigente e dei suoi precedenti storici nonché degli atti di indirizzo, al fine di fornire agli operatori del settore, alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini uno strumento di consultazione e di orientamento
I dossier della Presidenza del Consiglio dei Ministri
31 marzo 2006
"La dematerializzazione della documentazione amministrativa"
14 novembre 2005-aggiorn.16 novembre 2005
"La raccomandata elettronica"
14 gennaio 2004-aggiorn.31 gennaio 2005
"Impiego della posta elettronica nella P.a. e tra i privati"
17 novembre 2004-aggiorn.9 gennaio 2006
"Il codice dell'amministrazione digitale"
Leggi istitutive dell'Ordine e altre leggi (pubbl.san.,ecc.)
A che serve l'Ordine?
Antonio Panti - Presidente Ordine dei Medici di Firenze
Da Toscana Medica - novembre 2001
L'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri è un'antica istituzione (la legge istitutiva è del 1910) che mostra gli anni che ha, risente delle difficoltà della professione medica e non riesce a trovare una ragion d'essere che vada oltre l'autorevolezza dei suoi componenti.
I medici, frastornati tra tante rappresentatività contrattuali, professionali, scientifiche, pensionistiche, sono confusi e chiedono, non senza ragione, perché essere obbligatoriamente iscritti all'Ordine, senza di che non si può esercitare, e, nello stesso tempo, aderire a sindacati, associazioni professionali, società scientifiche.
In verità, l'Ordine promulga il Codice Deontologico che oggi, in carenza di legislazione, ha assunto quasi un valore generale e viene spesso richiamato dai magistrati.
In effetti, l'Ordine è chiamato a esercitare il potere disciplinare verso chi viola le regole deontologiche; l'Ordine tiene l'albo degli iscritti e riesce a lottare (quante segnalazioni ai NAS) contro l'abusivismo.
Infine, svolge molti altri compiti (consulenza pensionistica, interposizione nelle controversie tra colleghi, attività culturale (convegni e dibattiti), pubblicazione di riviste, ma non sempre è percepito dai medici nella sua utilità.
Per questo occorre porsi una domanda: l'Ordine difende i medici o la professione ?
E che vuol dire ciò ?
I medici sono rappresentati e difesi da molteplici e ben organizzate associazioni professionali.
L'Ordine, Ente di Stato cui l'iscrizione è obbligatoria, non può svolgere attività di difesa categoriale dal momento che è deputato a sanzionare i medici che hanno leso il decoro e la dignità della professione.
L'associazionismo è libero nel nostro paese e i medici hanno le stesse difese di tutti i cittadini e, se queste non sono sufficienti, possono migliorarle ma non possono pensare all'Ordine come a una sorta di sindacato con iscrizione obbligatoria; succedeva nei regimi totalitari, ma non può accadere in democrazia.
Allora perché l'Ordine?
Se ci pensiamo bene, ci accorgiamo che i veri problemi sono collettivi e riguardano tutta la professione.
I medici a quante magistrature debbono rispondere ?
Non sarebbe meglio, al di fuori dei reati penali, subire il solo giudizio ordinistico e non anche quello aziendale, e che vi fosse una camera arbitrale invece che le lunghe e defatiganti cause per malpractice ?
E se i medici debbono abituarsi a operare sulla base di procedure aziendali, ove prevalgono spesso valutazioni economiche, non sarebbe meglio che la correzione degli errori e l'analisi delle decisioni fosse autonoma, come nei paesi anglosassoni ?
E perché essere accreditati dalla ASL e non pensare alla valutazione dell'aggiornamento come ad una espressione dell'autogoverno della categoria ?
Perché affidare la formazione ai datori di lavoro ?
Che libertà è questa ?
E le linee guida debbono essere promosse d'imperio o manifestare l'autonomia della professione ?
Non è opportuno coordinare le società scientifiche per avere risposte collegiali dalla comunità medica ?
E non vi è bisogno di informazione indipendente sui farmaci ?
E chi può esserne garante?
C'è una grande necessità di autogoverno della professione. Il Medico non può servire due padroni, le ASL e il malato, ma deve saper imporre un autentico governo clinico alla sanità.
Questo è il compito dell'Ordine del futuro e stiamo cercando di sperimentarlo: altrimenti l'Ordine può essere abolito e dovremmo assistere passivi al trasformarsi della medicina da professione intellettuale a mera esecuzione di mansioni imposte dalle aziende e dai clienti.
Il bastone di Esculapio, simbolo della professione
L'emblema del Medico
Sin dall'epoca di Asclepio la classe medica ha adoperato, come emblema un bastone circondato da un serpente, al quale viene dato il nome di Verga di Esculapio, dal nome latino del dio.
Gli studiosi moderni, tuttavia, dubitano che il simbolo abbia avuto origine in Grecia e ritengono che derivi dalla cattività degli Ebrei in Egitto. Le popolazioni che vivevano là soffrivano di un parassita noto come Dracunculus medinensis (si tratta di vermi che si sviluppano al di sotto della cute; quando si affacciano alla superficie cutanea possono dar luogo a vesciche e piaghe infette).
Col tempo tuttavia si trovò un sistema per liberarsi dei vermi, che potevano svilupparsi sino a mezzo metro di lunghezza: il metodo consisteva nel farli arrotolare lungo un bastoncino e questo potrebbe spiegare il fatto che gli Ebrei considerassero il serpente un segno di vittoria. In realtà è possibile persino che il serpente di bronzo che Dio ordinò a Mosè di fabbricare (Numeri, 21) sia stato proprio un Dracunculus!
(da Storia Illustrata della Chirurgia - Knut Haeger - Il Pensiero Scientifco Editore, 1989)
L'Isola della Salute
A Roma il I° gennaio si festeggiava la fondazione di due templi sull'Isola Tiberina. Uno era dedicato all' antico dio Vediovis, l' altro al greco Asklepion, romanizzato in Aesculapius. Il culto di Esculapio/Asclepio era stato introdotto a Roma nel 291 a.C.. In quell'anno la città era flagellata da una terribile pestilenza e i decemviri, dopo aver consultato i Libri Sibillini, decretarono che l' introduzione del culto di Esculapio di Epitauro '- divinità medica - avrebbe fatto cessare l' epidemia. Ai pontefici toccò il compito di decidere dove e quando insediare il culto del dio Greco. poiche non fu possibile ricevere da Epidauro il simulacro della divinità gli ambasciatori tornarono in patria con l' effigie di un serpente sacro attributo di Esculapio. Secondo la Tradizione romana, la divinità straniera doveva esser associata a un culto preesistente; fu per questo motivo che si stabilì di costruire il tempio di Esculapio sull'isola Tiberina dove già sorgeva quello di Vediovis, e di festeggiare il nuovo dio nel medesimo giorno. In età tardoantica, con la cristianizzazione dell'impero, il tempio decadde e rovinò. Tuttavia, in molti continuavano a frequentarlo per chiedere al dio taumaturgo grazie e guarigioni. Vi praticavano l'antico rito dell'incubatio, già caro a Esculapio: era una sorta di pratica divinatoria durante la quale i fedeli dormivano all'interno o sulla soglia del tempio e, attraverso i sogni che la divinità inviava loro, ottenevano rivelazioni e consigli per guadagnare la guarigione. In seguito molte leggende medievali, soprattutto Vite di santi, presero a rammentare il decaduto tempio di
Esculapio. La Passio del protovescovo e martire di Ascoli Piceno, Emidio, afferma che il giovane, prima di giungere nella città marchigiana, fece sosta a Roma e provocò con un terremoto il crollo del tempio dell'Isola Tiberina. Pur essendo riferita al 303, la Vita del santo fu redatta nell'XI secolo in ambienti monastici o vescovili marchigiani con il proposito di retrodatare l' antichità della chiesa locale; essa si basa su elementi del tutto fantastici. Secondo un'altra leggenda le ossa dei santi Sabino ed Essuperanzio, martiri sotto Massimiano, sarebbero state rinvenute in fondo al pozzo di Esculapio. Effettivamente nel tempio v'era - e v'è tutt'oggi - un pozzo sacro al dio, le cui acque erano considerate taumaturgiche; a parte la sua scarsa attendibilità storica, il racconto ha dunque il chiaro significato di rimuovere l'antica dedicazione pagana per sostituirla con una cristiana. Un profondo mutamento nella storia culturale dell'Isola Tiberina si ebbe invece a cavallo tra i secoli X e XI quando l'imperatore Ottone III volle trasferire dalla cattedrale di Gniezno a Roma le reliquie di Adalberto di Praga - missionario e martire degli slavi pagani in una regione dell'attuale Polonia. Ordinò, quindi, che fosse costruita sulle rovine del tempio di Esculapio una chiesa in onore di San Bartolomeo. Perche la dedicazione a questo santo? Probabilmente in virtù della fama di grande taumaturgo di cui l'apostolo godeva, al pari dell'antico dio greco. In particolare, lo si invocava per favorire la guarigione delle convulsioni, dalle possessioni demoniache e dai disturbi del comportamento della personalità. La tradizione si può far risalire alla Passio di Bartolomeo, nella quale prima del martirio egli guarisce una principessa armena che soffriva appunto di turbe psichiche o forse di epilessia. L'antico pozzo sacro a Esculapio non venne distrutto. ma fu inglobato nel nuovo edificio: pur adornato di un puteale su cui erano stati effigiati i simboli - nelle figure del Cristo, di San Bartolomeo, di Sant'Alberto di Praga e dello stesso Ottone III - dell'avvenuta sacralizzazione cristiana, esso sembrava poter garantire in qualche modo una continuità con il passato e con l'antica ritualità taumaturgica che la nuova fondazione veniva a ereditare. Inoltre fu lasciato un piccolo bassorilievo del serpente di Esculapio che ancor oggi possiamo vedere sulla "prua" dell'isola. Da Veliopis a Esculapio sino a San Bartolomeo: ossia dal mondo romano arcaico alla koinè greco-romana sino all'avvento del cristianesimo. In fondo la tradizione medica dell'Isola Tiberina è rimasta - sia pure attraversando vicende e contesti storico-sacrali assai diversi gli uni dagli altri; e magari subendo anche un abbandono delle pratiche di culto che oggi è impossibile tanto affermare quanto negare - intatta per oltre un millennio; o forse per un tempo ancora superiore se consideriamo il fatto chè l'isola è oggi in larga parte occupata dalle strutture dell'Ospedale Fatebenefratelli.
Marina Montesano
da "Medioevo" n.1, gennaio 1998
Potere di vita e di morte
Presumibilmente l'associazione tra Esculapio e Vediovis dipendeva dal fatto che quest'ultimo veniva rappresentato con un fascio di frecce; al pari di Apollo, con il quale alla fine del secolo giunse a sovrapporsi, l'attributo delle frecce indicava il potere del dio di seminare l'epidemia. Ricordiamo i versi dell'Iliade, in cui Apollo, adirato con i Greci, scende dalle cime dell'Olimpo e li colpisce con i dardi della malattia, seminando ovunque la morte:
"Ma chi fra gli dei li fece lottare in contesa ? Il figlio di Zeus e Latona; egli, irato col re, mala peste fe' nascere nel campo, la gente moriva, perche Crise l' Atride trattò malamente il sacerdote e Febo l' Apollo l'udì, e scese giù dalle cime dell'Olimpo, irato in cuore, l'arco avendo a spalla, e la faretra chiusa sopra e sotto: le frecce sonavano sulle spalle dell'irato al suo muoversi; egli scendeva come la notte. Si spostò dunque lontano dalle navi, lanciò una freccia, e fu famoso il ronzio dell'arco d'argento. I muli colpiva in principio e i cani veloci, ma poi mirando sugli uomini la freccia acuta lanciava; e di continuo le pire dei morti ardevano, fitte" (Omero, Iliade, 1,1-52). Cosicché, l'accostare a Vediovis una divinità medica come Esculapio assumeva probabilmente il significato di una contrapposizione tra opposti poteri. Ma la funzione salvifica di Esculapio aveva forse una valenza più ampia: il 1° gennaio, infatti, costituiva la data di passaggio più importante del calendario e l'azione della divinità greca avrebbe così assunto anche un carattere bene augurante per la successione dell'anno e il rinvigorimento del sole.
da "Medioevo" n. 1 gennaio 1998
Pubblicità Sanitaria
Divieto per gli esercenti le professioni sanitarie di riportare grafici e simili sulle targhe e nelle inserzioni concernenti l'attività professionale, ad eccezione di quello rappresentativo della professione.
Il Presidente
dell'Ordine rammenta ai Colleghi che il Decreto 16 settembre 1994, n. 657, che ha disciplinato le caratteristiche estetiche delle targhe delle inserzioni per la pubblicità sanitaria, all'art. 2, comma 2, lettera d) tassativamente recita "Le targhe... non devono contenere alcun grafico, disegno, figura o simbolo, ad eccezione di quello rappresentativo della professione". Analoga disposizione e prevista dall' art. 4, comma 1, lettera d) per le inserzioni sugli elenchi telefonici. Il simbolo rappresentativo della professione di Medico Chirurgo e dell'Odontoiatra, approvato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, è quello riprodotto in questa pagina. L'inosservanza della norma costituisce comportamento perseguibile e comporta l'applicazione delle sanzioni previste nei confronti dei sanitari responsabili.
Regolamenti di amministrazione dell'Ordine di Latina
Organi Istituzionali 2003 - 2005
Organi Istituzionali Triennio 2003 - 2005
Consiglio Direttivo
| Righetti Giovanni Maria | Presidente |
| Cavallini Mario | Vice Presidente |
| Milo Pasquale | Segretario |
| Nardoni Maria Teresa | Tesoriere |
| Angelini Francesco | Consigliere |
| Bonelli Giacomo | Consigliere |
| Bonfiglio Nadia | Consigliere |
| Caradonna Alfredo | Consigliere |
| Dinia Gaetano | Consigliere |
| Guarino Silverio | Consigliere |
| Lanza Gerardo | Consigliere |
| Lucchesi Roberto | Consigliere |
| Pastore Aldo | Consigliere |
| Rovacchi Giuseppe | Consigliere |
| Sparagna Alessandro | Consigliere |
| Censi Elisabetta | Consigliere Odontoiatra |
| Leone Davide | Consigliere Odontoiatra
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| Commissione Iscritti Albo Odontoiatri |
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| Stamegna Luigi | Presidente |
| Censi Elisabetta | Componente |
| Leone Davide | Componente |
| Mallozzi Domenico | Componente |
| Visca Giovanni | Componente
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| Collegio Revisori dei Conti |
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| Gatti Giulia | Presidente |
| Ammendola Erminia | Componente |
| Lambiasi Antonella | Componente |
| Francavilla Alessandra | Supplente
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La modulistica dell'Ordine di Latina in vigore dal 24 dicembre 2007
Indicazioni stradali per raggiungere la sede dell'Ordine
Visualizzazione ingrandita della mappa
Una foto dall'alto dell'ingresso della sede dell'Ordine

Queste foto, che mostrano una parte della sede, sono state scattate e gentilmente concesse dal Dott. Giancarlo Pizza, Presidente dell'Ordine di Bologna e originario di Borgo Grappa, sito nel comune di Latina, in occasione della visita avvenuta il 16 settembre 2006
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