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“A proposito del rapporto tra Ordine e Media…” – spigolature del 2006 (da Medicina Pontina News n. 2 aprile 2006)

In qualità di giornalista, ho sempre raccomandato agli iscritti e ai loro rappresentanti in seno all’Ordine, con i quali da anni collaboro, di non farsi travolgere di fronte a certe vicende descritte dai giornali, di non divenire preda di facile vittimismo ma, piuttosto, farsi soggetti propositivi e confrontarsi con la massima apertura e trasparenza con i mass media.

Anche se, a volte, la pubblicazione “strillata” di un elenco di medici “colpevoli” non contribuisce a rasserenare il clima e rende più faticoso il dialogo.

Non è corretto, d’altra parte, interpretare la reazione dei medici nei confronti di un certo “stile” giornalistico come mera difesa della “corporazione”, della “casta”. Ma è altrettanto vero che la logica dell’arroccamento non paga.

Sono testimone, come giornalista, che di ciò è pienamente convinto l’Ordine, la cui volontà di dialogo si è andata consolidando nel tempo tanto da dotarsi fin dal 2001 della funzione chiamata “Comunicazione ed Immagine”, ormai capace di interloquire in tempi rapidi ed efficaci con i mass media e anche direttamente con i cittadini oltre che con i propri iscritti.

L’opinione pubblica ha bisogno di conoscere la realtà dei fatti, e deve anche poter valutare seriamente lo stato delle cose, senza assecondare quella naturale tendenza a sommarie generalizzazioni che, nel settore specifico, inducono a volte con troppa facilità a parlare di mala sanità.

Accade spesso che certe notizie si riducano nel tempo in una bolla di sapone ma non si dimentichi che, a quel punto, il danno è fatto e il “segno” resta nell’opinione pubblica.

Ricordiamoci che, ogni giorno, migliaia di professionisti della salute (medici, infermieri, ecc.) svolgono il loro lavoro con passione, senza ambire a particolari riconoscimenti, ma solo per la soddisfazione di risolvere i problemi dei pazienti.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Latina continua a credere nella possibilità di confrontarsi serenamente e senza pregiudizi.

L’esasperazione dei toni, i giudizi inappellabili e i preconcetti non servono a nessuno, meno che mai a lettori e pazienti.

Per questo è assolutamente necessario non perdere di vista la necessità di rispettare le “persone” e la loro professionalità, al di là che si tratti di un medico o di un giornalista, di non perdere la fiducia nella capacità di realizzare un corretto confronto e consolidare quel costruttivo dialogo già iniziato tra professionisti della salute e dell’informazione.

Antonella Cassioli

Direttore Responsabile di “Medicina Pontina” 

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Pubblicato in: News, Riflessioni
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