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Sarà più facile certificare
Sui certificati per l'idoneità alla guida dei ciclomotori i medici di famiglia devono stare tranquilli.
E' vero che fino a gennaio 2008 saranno loro a rilasciare quei modelli previa visita dell'assistito.
Ed è vero che ciò li esporrà a qualche rischio legale in più; ma lavoreranno sulla base di criteri concordati con le istituzioni.
A chiarire le cose stanno pensando i ministeri della Salute e dell'Industria-Trasporti.
Il primo detterà i requisiti per il rilascio dei certificati e lavora a un modello di questionario in linea con il codice della strada del '92; il secondo gli sta dando una consulenza.
Per dimostrare che collaborano con i generalisti, i due dicasteri hanno invitato la Federazione degli ordini, i sindacati Fimmg e Snami e la società Simg a un recente confronto. Qui sono stati analizzati i tre seguenti quesiti Fnomceo:
o se siano tenuti a redigere il certificato i soli generalisti o tutti i medici;
o di quali requisiti minimi si debba tenere conto per il rilascio del certificato in assenza di quelli dell'Unione europea, che entreranno in vigore dal 2008;
o se vada apposto o meno il bollo sul certificato in quanto pratica richiesta a fini amministrativi.
Il certificato per i ciclomotori non è quello per la patente A: l'idoneità consente di condurre un motorino di 50 cc di cilindrata che può andare massimo a 45 chilometri orari.
Acquistano comunque rilevanza le esigenze di tutela della salute del guidatore e soprattutto di terzi.
Intanto, per questi casi, la circolare 28 del ministero delle Finanze ha precisato che non si aggiunge l'Iva (al pari dei certificati per l'idoneità alla guida di moto e altri autoveicoli).
A differenza di questi ultimi, però, trovano nel medico di famiglia, almeno per un periodo limitato a due anni, il "compilatore elettivo".
I ministeri hanno chiarito che il medico di medicina generale citato dal decreto è il medico di famiglia, anche se gli specialisti ambulatoriali sarebbero contrari e dalla Fimmg si sono levate voci perplesse sul doppio ruolo di fiduciario dell'assistito e del sistema.
Lo Snami è invece favorevole: "L'adempimento - dice Roberto Carlo Rossi, segretario del sindacato - esalta il ruolo di clinico del generalista che ben conosce il passato del proprio assistito e le eventuali dipendenze.
Può fare un grande favore alla collettività, senza penalizzare il cittadino, che in caso di dubbi può essere inviato alle commissioni mediche di secondo grado".
Documento condiviso
Sui requisiti per il rilascio, i ministeri lavorano a un documento condiviso che affronti il complesso problema del visus (il generalista non ha gli strumenti dell'oculista per certificare l'eventuale inidoneità) e i deficit uditivi e degli arti.
"Il ministero della Salute si è impegnato a preparare una bozza di certificazione a caselle da barrare che definisca pure i confini per il rilascio a pazienti affetti da patologie croniche o altre patologie in conformità al dpr 495", spiega Guido Marinoni, rappresentante Fnomceo all'incontro.
E aggiunge: "Chiediamo una certificazione semplice e nel contempo in grado di tutelarci dai rischi legati alle maggiori responsabilità che ci assumeremo".
Il rebus del bollo
Il vero problema è sul bollo. La circolare 28 gennaio dell'Agenzia delle entrate dice che nei certificati a fini di tutela della salute pubblica (come quelli per patenti e porto d'armi) non si mette.
Il ministero della Salute è d'accordo.
I medici sposano la tesi.
Per il ministero dell'Industria invece c'è qualche riserva: sulle certificazioni per le patenti finora si è messo (va apposto su tutti i modelli rilasciati ai fini di semplice richiesta amministrativa).
A complicare le cose ci si mette la notizia secondo cui "in alcune province - lo riferisce Roberto Carlo Rossi- le Fiamme Gialle avrebbero sanzionato medici per non aver caricato l'Iva anche su certificati che l'Agenzia delle entrate dichiara esenti".
"Finché un'interpretazione della legge non chiarisce, personalmente caricherò l'Iva", dice Rossi.
Ma Marinoni non concorda: "La circolare finalizza espressamente i certificati per patente di guida e porto d'armi alla tutela della salute della collettività e del titolare, e dunque esclude l'Iva dalle prestazioni sia delle commissioni locali sia di qualsiasi medico li rilasci".