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Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Latina
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Il farmaco coinvolto avrebbe registrato un'impennata di prescrizioni dopo l'avvio di uno studio promosso della Glaxo sulla cura delle infezioni delle vie urinarie
Sono 221 i medici torinesi indagati per comparaggio nell'ambito della maxi-inchiesta della magistratura di Verona e della Guardia di finanza del Veneto che vede coinvolta la multinazionale farmaceutica Glaxosmithkline. Proprio in questi giorni e' stato inviato per competenza alla Procura torinese l'elenco dei medici di Torino e provincia che, secondo l'accusa, avrebbero ricevuto dei bonus per promuovere un medicinale dell'azienda a discapito della concorrenza. Il filone torinese dell'inchiesta, condotto dal pm Raffaele Guariniello, riguarda il Levoxicin*, un antibiotico ampiamente utilizzato. Secondo quanto emerso nell'indagine, il farmaco avrebbe registrato un'impennata di prescrizioni dopo l'avvio di uno studio promosso della Gsk sulla cura delle infezioni delle vie urinarie che coinvolgeva i medici attraverso la compilazione di questionari nel corso di riunioni convocate a livello locale. Secondo gli inquirenti, i medici sarebbero stati incentivati a promuovere quel medicinale in cambio di somme di denaro, contravvenendo cosi' alla legge che stabilisce che "nel quadro delle attivita' informativa e di presentazione di medicinali e' vietato concedere, offrire o promettere premi, vantaggi pecuniari o in natura" a meno che non siano di valore irrisorio. La Gsk ha sempre respinto ogni accusa.