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Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Latina
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Organizzati dal sindacato F.I.M.P. - Una sintesi dei lavori e le immagini proiettate nel corso delle relazioni
I° CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE E FORMAZIONE CONTINUA PER I PEDIATRI DI FAMIGLIA DELLA PROVINCIA DI LATINA
Nelle giornate del 27 e 28 ottobre si è tenuto a San Felice Circeo il I° Corso di Aggiornamento Professionale e Formazione Continua per i Pediatri di Famiglia della Provincia di Latina. L’evento è stato organizzato dalla ASL di Latina in collaborazione con la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), il Sindacato dei Pediatri di Famiglia maggiormente rappresentativo a livello Provinciale, Regionale e Nazionale. Finalmente anche nella Provincia di Latina si è resa possibile la creazione di un corso di formazione per quei professionisti che hanno la responsabilità della salute dei bambini. Questo è infatti il primo anno in cui è stato possibile usufruire di una quota dei fondi regionali finalizzati che, in ottemperanza agli Accordi Regionali del 30 dicembre 2006, sono stati stanziati dalla Regione Lazio per la provincia di Latina. Contrariamente agli anni passati infatti, quando i fondi sono stati interamente concessi al CNR ed i corsi organizzati solo a Roma costringendo ad una migrazione forzata quanti avessero voluto partecipare, quest’anno, per la prima volta, i Pediatri di Latina hanno potuto realizzare un programma formativo a livello locale. Purtroppo la quota utilizzabile per il momento corrisponde solo al 15% dell’intero importo spettante alla Provincia ma attualmente è al vaglio dell’assessorato alla Sanità la proposta, fatta in seno al Comitato Regionale per la Pediatria di Famiglia, di modificare l’articolo 20 dell’Accordo Regionale al fine di destinare alle ASL una percentuale maggiore di detto fondo. Non è possibile poi non rimarcare l’assenza dei nostri Dirigenti Aziendali e dei Pediatri che lavorano nelle strutture ospedaliere. E' un vero peccato che si sia persa così una opportunità di confronto e di collaborazione. Interessantissime sono state tutte le sessioni. In particolare quelle centrate sugli aspetti organizzativi, con relazioni che hanno fatto emergere le varie criticità a livello territoriale-distrettuale ed ospedaliero con proposte per il miglioramento del rapporto ospedale territorio e quella sui nuovi modelli organizzativi dell’assistenza sanitaria dove è stata ribadita la necessità di riorganizzazione delle cure primarie. Tale riorganizzazione deve condurre i pediatri ad assumere il governo clinico realizzando le condizioni favorevoli per poter dare risposte efficaci ai problemi dei bambini e a quelli, conseguenti, delle loro famiglie, salvaguardando nel contempo il contenuto umanizzante del rapporto medico-paziente. Ma questo non deve essere inteso come la pronta e continua disponibilità ad affrontare l’acuto banale. Si deve viceversa realizzare una sanità di territorio certamente diversa da quella ospedaliera, più a misura di cittadino, particolarmente attenta ai grandi bisogni dei piccoli pazienti, ma con una risposta professionale qualificata e di qualità. La limitatezza delle risorse impone infatti di delineare obiettivi strategici che abbiano una logica di OTTIMIZZAZIONE degli interventi definendone le PRIORITA’. Sicuramente l'integrazione ed il miglioramento della collaborazione tra ospedale e territorio attraverso la condivisione dei percorsi diagnostici e terapeutici rientra tra queste priorità. Non è più sostenibile però la distribuzione dei finanziamenti senza prevedere a tutti i livelli: UNIVERSITA’- OSPEDALE –TERRITORIO ,l'inserimento di indicatori di efficienza (output) ed eventualmente programmare le più complesse valutazioni di efficacia (outcome) che definiscono la qualità dei servizi erogati. Ecco, è appunto la Qualità l’obiettivo a cui si deve mirare evitando di disperdere le risorse nel soddisfacimento di bisogni impropri. Quindi un più elevato livello delle prestazioni da parte del pediatra di famiglia, agevolato dall’aggregazione in forme di assistenza collaborativa, insieme all’integrazione e miglioramento dei rapporti tra ospedale e territorio ed all’opera di educazione sanitaria con la creazione e distribuzione di una carta dei servizi, avrebbe come ricaduta un tangibile miglioramento del rapporto costi/benefici.