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Le immagini dell'incontro e il video

Venerdì 17 agosto è stato rotto il silenzio sulle tossicodipendenze e gli affari legati allo smercio della cocaina da parte della ‘ndrangheta. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del libro ‘Cocaina Connection’ di Orfeo Notaristefano, che svela l’inquietante connessione tra la ‘ndrangheta e il traffico e la diffusione delle droghe. Un libro che lancia due messaggi di speranza. A chi è caduto nella tossicodipendenza dice: “Uscire dalla droga si può”; rafforza poi coloro che vogliono una società libera dai condizionamenti mafiosi: “Le mafie sono ancora forti, ma si possono battere”. Un libro che riafferma un sistema di valori fatto di scelte e azioni positive, capace di contrastare i disvalori della disgregazione, dell’abbrutimento e della morte connessi alla diffusione delle droghe. Un libro per la vita.
L’evento si è tenuto nel Chiostro comunale San Francesco, in piazza IV Novembre a Fondi, venerdì 17 agosto scorso. Oltre all’autore Orfeo Notaristefano, sono intervenuti il Sindaco di Fondi Luigi Parisella, l’assessore alla Cultura Pierluigi Avallone, il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina Giovanni Maria Righetti; il direttore della Caritas dell’Arcidiocesi di Gaeta Don Mariano Parisella e, in rappresentanza della Prefettura di Latina, il dott. Orlando Bramini, responsabile del Nucleo Operativo Tossicodipendenze.
Tra il numeroso pubblico presente, hanno partecipato dirigenti scolastici, medici, responsabili delle associazioni di volontariato, politici e il presidente della XXII Comunità Montana Onorato Di Manno.
La presentazione è stata definita “un urlo contro la ‘ndragheta e le droghe” la cui eco continuerà a risuonare con altre iniziative, perché “il silenzio favorisce le mafie e l’illegalità”. Tutti gli interventi hanno evidenziato che la famiglia rappresenta l’ultimo baluardo per la società. Come pure non si deve aspettare il cambiamento da parte delle nuove generazioni perché sono i quarantenni, cinquantenni e sessantenni di oggi a dover cambiare mentalità. E’ la gente che deve uscire dal silenzio e manifestare in favore della vita contro i venditori di morte. L’antimafia non è né di centrodestra né di centrosinistra.
Vanno salvate le vite dei nostri figli e nipoti, insidiati dall’opera nefasta degli spacciatori che diffondono le droghe anche davanti alle scuole. Ma i singoli spacciatori non potrebbero fare nulla se non avessero alle spalle spacciatori più grossi, riforniti direttamente dalle camorre e dalle ‘ndrine calabresi, perché ormai il fenomeno droghe non è circoscritto a livello di quartiere, di paese, di singole città, ma fa parte di un fenomeno internazionale gestito dalla ‘ndrangheta, il cui ‘fatturato’ annuo, per il solo traffico di stupefacenti, si attesta attorno ai 36 miliardi di euro (che equivale ad una legge finanziaria dello Stato).
Questo mercato internazionale di stupefacenti produce i suoi effetti in termini di malattie e di morti per droghe: circa duecentomila persone all’anno si rivolgono ai SERT e alle comunità terapeutiche per chiedere aiuto, circa 700 all’anno sono i morti per droga. Questo comporta un costo economico elevato sia per il Servizio sanitario nazionale, sia per i servizi sociali.
La società rischia di avere da qui a qualche anno, una generazione di ebeti incapace di distinguere la realtà e discerne tra il bene ed il male.
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