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E' iniziato alla Camera l'esame delle proposte di legge sulla riforma delle professioni
Mondoprofessionisti - 29 novembre 2006)
Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi (Ulivo) hanno svolto le relazioni sui quattro testi di iniziativa parlamentare, presentati da deputati di maggioranza e di opposizione, davanti alle commissioni Giustizia e Attività Produttive in seduta congiunta. Il sottosegretario alla Giustizia Luigi Scotti ha ricordato che venerdì prossimo il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il disegno di legge del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che si affiancherà alle Proposte di legge C. 867 Siliquini, C. 1216 Mantini, C. 1319 Vietti e C. 1442 Laurini, già all'esame del Parlamento, impostato sul sistema duale ordini/associazioni. Anche le proposte di legge depositate alla Camera seguono un'impostazione duale, in base alla quale a professioni "vecchie" esercitabile solo dopo il superamento di un esame di Stato si affiancano professioni "nuove" che necessitano di essere regolamentate al fine di tutelare i consumatori. Secondo i relatori la necessità di regolamentare le professioni deriva anche dall?esigenza di evitare che si instauri tra gli utenti di determinati sevizi e i fornitori degli stessi una situazione di squilibrio giuridico-economico. La commissione, su richiesta della responsabile per le professioni di An, Maria Grazia Siliquini, ha già deciso che saranno fatte audizioni, molto ampie, di tutte le categorie sociali interessate al provvedimento. E' questo quello che ha deciso di programmare a breve la commissione Giustizia di Montecitorio sulla riforma delle professioni. Sul provvedimento sembra prevalere nella commissione una sensibilità bipartisan che preferirebbe ridurre al minimo le deleghe al governo. E a questo proposito non è ancora ben chiaro se e come vorrà regolarsi il disegno di legge che il Guardasigilli Clemente Mastella ha preannunciato sull'argomento e che dovrebbe aggiungersi alle quattro iniziative parlamentari già depositate. "La scelta del governo di considerare la riforma delle professioni di competenza esclusiva dello stato consente al Parlamento - osserva in questo senso il relatore del ddl - di poter approvare una legge più di dettaglio rispetto ai soli principi fondamentali. Dunque dopo le audizioni potremo entrare nello specifico di temi controversi come il modello societario, gli ambiti di competenza tra professioni ordinistiche e nuove professioni che erano oggetto di delega e che stavano creando preoccupazioni nei mondi professionali". Dal canto suo Gaetano Pecorella (Forza Italia) ha chiesto di stralciare dalla riforma la problematica relativa agli avvocati. "Si tratta di una categoria professionale particolare - spiega l'esponente Azzurro - che opera spesso al confine con la funzione di pubblico ufficiale, come nel caso delle indagini difensive. Credo quindi che si potrebbero affrontare i problemi di settore attraverso un altro provvedimento che è già all'esame del Senato su proposta del collega diessino Guido Calvi e che affronta sistematicamente ed efficacemente l'argomento".